Violenze sulla moglie anche davanti al figlio minorenne: arrestato 37enne di Pimonte
VIOLENZA SULLE DONNE
14 marzo 2026
VIOLENZA SULLE DONNE

Violenze sulla moglie anche davanti al figlio minorenne: arrestato 37enne di Pimonte

L’uomo, residente a Pimonte, è accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati e commessi sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno ricostruito episodi di aggressione fisica: in un caso la donna sarebbe stata spinta su una stufa e morsa, in un altro colpita con una padella. Disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Michele De Feo

Maltrattamenti in famiglia, violenze ripetute anche davanti al figlio minorenne e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Con queste accuse un uomo di 37 anni di Pimonte è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico su disposizione del gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento è stato eseguito il 13 marzo dai carabinieri della stazione di Pimonte al termine di un’indagine che ha ricostruito una lunga serie di episodi di violenza domestica. Secondo quanto emerso dalle investigazioni, l’uomo avrebbe sottoposto la moglie convivente a continui maltrattamenti a partire dal 2022, instaurando all’interno della famiglia un clima di vessazioni e paura tale da rendere impossibile una normale vita domestica.

 

Le violenze sarebbero avvenute anche alla presenza del figlio minorenne della coppia. In più di un’occasione, stando alla ricostruzione degli investigatori, le discussioni sarebbero degenerate in aggressioni fisiche. In un episodio l’uomo avrebbe spinto la donna contro una stufa, arrivando poi a morderla ripetutamente.

 

In un’altra circostanza, invece, l’avrebbe colpita con una padella durante una lite. Determinanti per la ricostruzione dei fatti sono state le testimonianze raccolte dagli investigatori e le dichiarazioni della vittima, oltre all’analisi di alcune conversazioni nelle chat acquisite nel corso delle indagini. Elementi che, secondo la Procura, hanno consentito di delineare un quadro di gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato. Proprio per evitare il rischio di ulteriori episodi di violenza, l’autorità giudiziaria ha disposto una misura cautelare immediata. Dopo le formalità di rito, il trentasettenne è stato quindi trasferito agli arresti domiciliari presso l’abitazione dei suoi genitori. Per lui è stato disposto anche il divieto di utilizzare sistemi telefonici e telematici, oltre all’applicazione del braccialetto elettronico per il controllo a distanza. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.