Bando e veleni per l’opera della Serra Grande nella Villa Comunale di Scafati
Pubblicato l’avviso pubblico per l’affidamento in concessione, a titolo oneroso, della gestione, manutenzione e valorizzazione della Serra Grande, situata all’interno della Villa Comunale Parco Wenner. Sul bando, però, si addensano alcune ombre. A sollevarle è il consigliere di minoranza Francesco Carotenuto, esponente di Scafati Arancione. «Ancora una volta l’amministrazione comunale decide di intervenire su uno dei luoghi più simbolici della nostra città — la Villa Comunale — con modalità che sollevano più di una perplessità», afferma Carotenuto, che mette nel mirino la concessione della struttura situata nel parco.
Si tratta di un bene pubblico che rappresenta un patrimonio storico, ambientale e sociale per l’intera comunità. «Eppure il bando predisposto dall’amministrazione lascia aperte alcune domande che meritano risposte chiare», aggiunge l’esponente dell’opposizione. Secondo il consigliere, uno dei punti più discutibili riguarda la durata della concessione. «Innanzitutto la concessione durerà ben cinque anni, con un canone base di appena 3mila euro annui. Una cifra che appare francamente modesta se rapportata alla posizione strategica della struttura e al valore di uno spazio pubblico nel cuore della Villa Comunale». Ancora più curioso, secondo Carotenuto, è il meccanismo di aggiudicazione previsto dal bando: 70 punti su 100 sono attribuiti alla proposta tecnica e gestionale, mentre solo 30 punti all’offerta economica.
«In altre parole, il peso decisivo non sarà quanto si offre alla città, ma come si racconta il progetto sulla carta. E questo inevitabilmente apre un interrogativo politico: quanto sarà davvero competitivo questo bando? E soprattutto: quante realtà saranno realmente nelle condizioni di partecipare? Perché quando la componente discrezionale diventa così rilevante, il rischio è che i bandi sembrino costruiti più per indirizzare che per aprire alla vera concorrenza». Carotenuto precisa che le sue osservazioni non intendono insinuare irregolarità formali, ma sottolinea che, quando si tratta di uno spazio pubblico così importante, la trasparenza deve essere totale e soprattutto percepita come tale dai cittadini. «Per quanto mi riguarda, la mia visione è diametralmente opposta a quella di questa amministrazione e le soluzioni che avrei adottato sono molteplici», aggiunge. Tra le proposte alternative indicate dal consigliere: un bando realmente aperto alla città e una concessione costruita coinvolgendo associazioni culturali, università, operatori del verde urbano e realtà sociali, con l’obiettivo di sviluppare un progetto condiviso di rigenerazione dello spazio pubblico.
L’idea, secondo Carotenuto, sarebbe quella di trasformare la Serra Grande in un vero hub culturale e ambientale, capace di valorizzare la struttura e rafforzare il ruolo della Villa Comunale come luogo di incontro e partecipazione civica. Di diverso avviso il sindaco, secondo cui l’iniziativa rappresenta invece un passo importante nel percorso di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale del territorio. La struttura, insieme ai due locali di pertinenza, è stata pensata come uno spazio polifunzionale dedicato alla cultura e alla socialità, con l’obiettivo di ospitare un caffè letterario e promuovere eventi, iniziative culturali e momenti di aggregazione aperti alla cittadinanza. Attraverso il bando, l’amministrazione punta ad affidare la gestione della struttura a soggetti esterni che si occuperanno non solo dell’organizzazione delle attività, ma anche della manutenzione e della valorizzazione degli spazi.
L’intento dichiarato è quello di trasformare la Serra Grande in un punto di riferimento per cittadini e visitatori, capace di animare la Villa Comunale con iniziative culturali, artistiche e sociali, favorendo così una nuova stagione di partecipazione e fruizione degli spazi pubblici.

