I genitori del sit-in per Oppido accusano il legale dei Caliendo: “Non siamo pagliacci”
TRAPIANTO AL MONALDI
15 marzo 2026
TRAPIANTO AL MONALDI

I genitori del sit-in per Oppido accusano il legale dei Caliendo: “Non siamo pagliacci”

Dopo le parole dell'avvocato Petruzzi arriva la difesa dei genitori dei bimbi cardiopatici
Marco Cirillo

“Ci sentiamo profondamente offesi dalle parole utilizzate dall’avvocato della famiglia Caliendo. Tra le madri presenti questa mattina vi sono anche donne che, purtroppo, tornano a casa e non trovano più i loro figli. Per questo motivo riteniamo ingiusto e doloroso che il nostro gesto venga liquidato come una ‘pagliacciata’”. Così i genitori dei bambini cardiopatici che stamattina si sono resi protagonisti di un sit-in dinnanzi all’ ospedale Monaldi di NAPOLI a sostegno del cardiochirurgo Guido Oppido.

La difesa.

“La nostra presenza davanti all’ospedale – viene sottolineato – non nasce da mancanza di rispetto o di sensibilità verso il dolore di una famiglia che ha perso il proprio bambino. Quel dolore lo conosciamo bene e lo rispettiamo profondamente. Non potrà mai essere una guerra tra chi ha perso un figlio e chi no, perché nessuna madre dovrebbe vivere una tragedia simile”.

Il grido di dolore.

“Il nostro è stato anche un gesto di gratitudine e di solidarietà verso un medico che, in tanti casi, – dicono i genitori – ha ridato la vita ai nostri figli. Siamo madri che hanno vissuto la paura, l’attesa e spesso la disperazione davanti a una sala operatoria. Alcune di noi hanno potuto riabbracciare i propri bambini grazie al suo lavoro, altre purtroppo no, ma tutte sappiamo cosa significhi affidare la vita di un figlio alle mani di un cardiochirurgo. Altro che sindrome di Stoccolma. Per questo chiediamo rispetto: rispetto per il dolore di tutti e per il diritto di esprimere gratitudine verso chi, per molti dei nostri figli, ha rappresentato una possibilità di vita. Ci colpisce inoltre il tono adottato dall’avvocato della famiglia Caliendo, che sin dall’inizio ha scelto la strada dell’attacco pubblico, arrivando ad accusare il medico addirittura di omicidio volontario prima ancora che un processo abbia avuto inizio”.

Le accuse al legale della famiglia Caliendo

“Noi non difendiamo nessuno a prescindere, – viene ribadito dai genitori – chiediamo soltanto rispetto, equilibrio e la presunzione di innocenza che dovrebbe valere per chiunque. La giustizia farà il suo corso e sarà quella sede a stabilire la verità. Nel frattempo, nessuno dovrebbe essere trasformato in un mostro prima che i fatti siano accertati solo sulla base di veri e propri pregiudizi”.