L’avvocato della mamma di Domenico contro il sit-in: “Una pagliacciata”
IL CASO MONALDI
15 marzo 2026
IL CASO MONALDI

L’avvocato della mamma di Domenico contro il sit-in: “Una pagliacciata”

Il legale di Patrizia, madre del piccolo: "Nessuna protesta per la morte del bambino"
Vincenzo Lamberti

“Patrizia è addolorata e non ha la forza di intervenire su questa cosa, ma vedere delle mamme – mamme che torneranno fortunatamente stasera dai loro figli – manifestare davanti al Monaldi per supportare un indagato per omicidio, sospeso dallo stesso Monaldi, quando nessuna di loro è venuta a manifestare il suo cordoglio per la morte di Domenico è doloroso”.

Le parole dell’avvocato.

Così Francesco Petruzzi, l’avvocato della famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e quattro mesi morto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025, commenta il sit-in di stamattina, dinnanzi all’ospedale Monaldi di Napoli, a cui ha preso parte un folto gruppo di genitori di bimbi cardiopatici sottoposti a intervento da parte del primario Guido Oppido.”E da avvocato – sottolinea Petruzzi – aggiungo che questa pagliacciata stride con la compostezza di Patrizia e di questa difesa, che non solo non ha mai avuto una parola fuori posto per la sanità tutta, ma neanche mai si è sognata di manifestare fuori a un ospedale pubblico”. “Essere un ottimo cardiochirurgo – conclude l’avvocato – non vuol dire non essere un pessimo trapiantologo, purtroppo”.

 

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Lo scontro

Queste dichiarazioni aprono uno squarcio profondo su una vicenda che sta dividendo l’opinione pubblica e la comunità medica. Da un lato, la gratitudine di decine di famiglie che riconoscono nel professor Oppido il salvatore dei propri figli; dall’altro, il dramma inconsolabile di una madre che ha visto il proprio bambino spegnersi dopo mesi di attesa e speranza, e che oggi chiede giustizia di fronte a presunte negligenze professionali.La tensione fuori dai cancelli del nosocomio napoletano evidenzia quanto sia delicato il confine tra l’eccellenza clinica e la responsabilità individuale, specialmente quando l’esito di un intervento così complesso come un trapianto pediatrico si trasforma in tragedia.Cronistoria della vicenda di Domenico Caliendo

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Morte di Domenico, nuovi sospetti sul trasporto del cuore che doveva salvarlo

Proseguono le indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo e, con il passare dei giorni, emergono nuovi interrogativi su ciò…

La storia di Domenico è un percorso segnato da una lunghissima attesa e da un epilogo che ha scosso le coscienze:

L’attesa e la speranza: Domenico, affetto da una grave cardiopatia, resta in lista d’attesa per un trapianto di cuore per oltre 400 giorni, durante i quali vive grazie al supporto di un cuore artificiale presso il reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Monaldi.

Il trapianto (23 dicembre 2025): Antivigilia di Natale, arriva il cuore compatibile. L’intervento viene eseguito dall’equipe del primario Guido Oppido. Nonostante le iniziali speranze, emergono presto complicazioni post-operatorie critiche.

L’agonia e il decesso (21 febbraio 2026): Dopo due mesi di strenua lotta e un quadro clinico in costante peggioramento, il piccolo Domenico muore a soli due anni e quattro mesi.

L’inchiesta: La famiglia sporge denuncia per accertare eventuali responsabilità mediche. La Procura di Napoli apre un fascicolo per omicidio colposo; il dottor Oppido viene indagato e successivamente sospeso in via cautelativa dall’azienda ospedaliera.

La spaccatura sociale: Il caso solleva un’ondata di reazioni opposte, culminando nelle manifestazioni di supporto al chirurgo da parte di altri genitori, gesto duramente stigmatizzato dai legali della famiglia Caliendo come una mancanza di rispetto verso il lutto di una madre.