Rifiuti, gara e caos a Ottaviano: netturbini già sul piede di guerra, pronti a nuovi scioperi
Costi per la sicurezza del personale in servizio sottostimati: chiesto l’annullamento della gara per il servizio di raccolta rifiuti a Ottaviano. Si riaccendono i riflettori sul servizio di nettezza urbana in città, una vicenda che ormai da anni vede la gestione dei rifiuti al centro di polemiche, disservizi, scontri e anche inchieste. Un problema che arriva da lontano e che ora vede gli operatori e i sindacati alzare nuovamente la voce dopo la pubblicazione degli atti relativi alla gara e alla successiva assegnazione del servizio. A puntare il dito contro il bando erano stati già gli stessi netturbini, che avevano segnalato una serie di incongruenze e anomalie.
Segnalazioni alle quali, però, nonostante riunioni e incontri, non sarebbero seguiti né miglioramenti né un confronto concreto con le istituzioni. Ora è arrivata l’ennesima missiva inviata a Prefettura, forze dell’ordine e Comune di Ottaviano per chiedere ufficialmente l’annullamento della gara, alla luce di diverse anomalie riscontrate proprio nella voce relativa al personale. Criticità che, secondo gli operatori, erano già state segnalate in passato ma sarebbero state ignorate dagli uffici e dallo stesso commissario prefettizio Roberto Esposito. Scorrendo gli atti, il piano industriale presenterebbe diverse incongruenze. «Nell’attuale pianta organica – si legge nella missiva – il personale in forza risulta composto da 49 unità e non da 51. Nel piano industriale, inoltre, vengono conteggiati tre autisti di livello 4A, mentre in realtà ne risulta soltanto uno. Lo stesso vale per i caposquadra: nel documento ne risultano due, ma in organico ce n’è uno solo».
Le incongruenze non si fermano qui. «Sono indicati tre lavoratori di livello 1B part-time al 50%, mentre in realtà risultano essere due, poiché l’altra unità è inquadrata come full time. Infine vengono individuati due caposquadra di livello 5A quando invece ne risulta uno soltanto, anche perché già sufficiente per la dimensione del cantiere, che prevede inoltre la presenza di un responsabile di livello 6A con mansioni impiegatizie». Una serie di discrepanze che, secondo i netturbini, non può passare inosservata e che alimenta il sospetto che si tratti di errori non casuali. «La nostra è una situazione difficile – spiegano con rabbia – e da tempo denunciamo problemi che puntualmente non vengono valutati né presi in considerazione». Gli operatori annunciano anche iniziative di protesta. «Protesteremo anche sotto la Prefettura e questa volta lo faremo in modo diverso.
I nostri saranno sempre presìdi pacifici, ma siamo stanchi di essere trattati in malo modo, ignorati o trasformati in strumenti nelle mani di chi, magari approfittando anche della campagna elettorale, vuole strumentalizzare il momento». Nonostante le difficoltà, gli operatori rivendicano di aver sempre garantito il servizio. «La raccolta dei rifiuti è fondamentale e le istituzioni non possono continuare a essere superficiali. Noi non abbiamo mai creato disagi ai cittadini: abbiamo protestato senza interrompere il servizio proprio per non danneggiare la comunità. Ma ora siamo stanchi». La richiesta resta chiara: «La gara va annullata e siamo pronti a interessare anche la magistratura». Toni decisi, rabbia e delusione che preannunciano un clima ancora più teso nelle prossime settimane e una protesta imminente che potrebbe avere ripercussioni sull’intera comunità.

