I genitori del sit-in per Oppido accusano il legale dei Caliendo: "Non siamo pagliacci"
"Ci sentiamo profondamente offesi dalle parole utilizzate dall'avvocato della famiglia Caliendo. Tra le madri presenti questa mattina vi sono anche…
Momenti di tensione all’interno dell’Ospedale Monaldi di Napoli, dove una donna di 55 anni è stata denunciata dai militari dell’Arma dei Carabinieri per aver minacciato il personale sanitario della struttura. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli, la donna – sorella di una paziente ricoverata in uno dei reparti dell’ospedale – avrebbe preteso che gli infermieri le riscaldassero una sacca per le urine, verosimilmente riempita d’acqua, con l’intenzione di utilizzarla come borsa per scaldarsi.
Di fronte al rifiuto del personale sanitario, che non ha potuto soddisfare la richiesta per motivi legati alle procedure e alla sicurezza, la 55enne avrebbe reagito con minacce nei confronti degli operatori presenti nel reparto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli, che hanno ricostruito l’accaduto e proceduto alla denuncia della donna. Nonostante l’episodio di tensione, l’attività dell’ospedale non ha subito interruzioni e non sono stati registrati danni a strutture o persone. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di riportare rapidamente la situazione alla normalità.
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"Ci sentiamo profondamente offesi dalle parole utilizzate dall'avvocato della famiglia Caliendo. Tra le madri presenti questa mattina vi sono anche…
L’ospedale nell’occhio del ciclone – L’episodio arriva in un momento particolarmente delicato per l’Ospedale Monaldi, da giorni al centro dell’attenzione mediatica per la vicenda del piccolo Domenico, che ha acceso il dibattito sull’operato dei sanitari e sulla gestione del caso. Proprio nelle ultime ore si è registrata anche una manifestazione di sostegno nei confronti del chirurgo Raffaele Oppido. Alcuni genitori di giovani pazienti si sono radunati all’esterno della struttura per esprimere solidarietà al medico, sottolineando la fiducia maturata negli anni nel suo lavoro e nella sua professionalità. Il clima resta dunque teso attorno all’ospedale napoletano, dove alla pressione mediatica si sono aggiunti momenti di protesta e tensione che hanno coinvolto, seppur indirettamente, il personale sanitario impegnato quotidianamente nei reparti.