Martedì 9 settembre nella sala consiliare del Comune, si è scritta una nuova pagina del Progetto Vesuvio, con la firma…
L'ACCORDO
16 marzo 2026
L'ACCORDO
Anche Pompei dice “no” alla deportazione in caso di eruzione del Vesuvio
Firmato il protocollo d'intesa tra il Comune e la Fondazione Convivenza Vesuvio
Pompei entra ufficialmente nel progetto promosso dalla Fondazione Convivenza Vesuvio per l’aggiornamento del piano di emergenza legato al Vesuvio. Nella giornata odierna è stato infatti firmato il protocollo d’intesa tra la Fondazione e il Comune, che si aggiunge agli altri enti locali già aderenti all’iniziativa. Con questa nuova adesione, la Fondazione arriva a rappresentare circa 500mila cittadini dell’area vesuviana, attraverso i sindaci che hanno scelto di sostenere una visione alternativa rispetto all’attuale piano di evacuazione. Quest’ultimo, in caso di eruzione del Vesuvio, prevede il trasferimento di centinaia di migliaia di persone verso diverse regioni del Nord Italia. Il presidente della Fondazione, Vincenzo Coronato, ha sottolineato l’importanza dell’accordo raggiunto con l’amministrazione comunale. «Oggi abbiamo firmato con il Comune di Pompei il tredicesimo protocollo d’intesa.
Ringrazio la sindaca Andreina Esposito per la disponibilità e la sensibilità dimostrata. Siamo arrivati a rappresentare circa 500mila cittadini vesuviani attraverso i rispettivi sindaci che hanno espresso la volontà di restare in Campania, nelle aree soggette a spopolamento già individuate dalla Fondazione. È un percorso logico e di buon senso che intendiamo portare avanti fino alle prime esercitazioni operative». Soddisfazione è stata espressa anche dall’onorevole Alessandro Caramiello, presidente dell’intergruppo parlamentare Sviluppo Sud e promotore della proposta di legge n.1860 finalizzata proprio all’aggiornamento del Piano Vesuvio.
«Anche Pompei ha firmato. Un Comune simbolo della storia vesuviana e conosciuto nel mondo entra in questo percorso istituzionale che mira a ripopolare le aree interne della Campania e delle regioni limitrofe in caso di emergenza. Si tratta di un progetto di grande importanza che sta coinvolgendo parlamentari di tutti gli schieramenti, il Ministero competente, la Protezione Civile, la Regione Campania e numerosi enti tecnici». L’iniziativa punta a costruire un modello alternativo di gestione dell’emergenza, che consenta – ove possibile – la ricollocazione temporanea dei cittadini vesuviani nelle aree interne del Sud Italia, riducendo l’impatto sociale, economico e culturale derivante da eventuali trasferimenti lontani dal proprio territorio.
Anche la sindaca di Pompei, Andreina Esposito, ha evidenziato il valore dell’intesa raggiunta. «Abbiamo aderito insieme ad altri Comuni vesuviani perché riteniamo fondamentale che, in caso di una eventuale emergenza – che auspichiamo non si verifichi mai – i nostri cittadini possano essere accolti in territori limitrofi o comunque all’interno della nostra regione, così da ridurre al minimo i disagi e garantire una soluzione temporanea che incida il meno possibile sulle loro vite». La Fondazione Convivenza Vesuvio proseguirà ora il proprio lavoro di coinvolgimento delle amministrazioni locali e degli enti istituzionali, con l’obiettivo di arrivare a una revisione concreta del piano di emergenza, attraverso un approccio basato sulla coesione territoriale, la tutela delle comunità locali e lo sviluppo delle aree interne del Mezzogiorno.

