Cyber-camorra: colpo al clan Mazzarella, 16 arresti per maxi truffe online
LOTTA AL CRIMINE
16 Marzo 2026
LOTTA AL CRIMINE

Cyber-camorra: colpo al clan Mazzarella, 16 arresti per maxi truffe online

Phishing, vishing e siti clone per svuotare i conti correnti: l’inchiesta della DDA svela la nuova frontiera tecnologica della criminalità organizzata sotto l'egida dei Mazzarella

Sedici arresti, un milione di euro sequestrati e una centrale delle truffe capace di incassare 300mila euro al giorno. È il bilancio dell’operazione dei Carabinieri e della DDA di Napoli che ha smantellato una rete criminale attiva tra Italia e Spagna, gestita dai clan Mazzarella e Licciardi. Il dato centrale dell’inchiesta non è però solo economico, ma strategico: per far funzionare il business, i Mazzarella hanno chiesto e ottenuto dai rivali Licciardi il “prestito” di un hacker venticinquenne, esperto nel bucare i conti correnti e nel gestire i flussi sul dark web.

 

La centrale operativa era situata a Napoli Est. Da qui, una “batteria” di truffatori contattava le vittime utilizzando tecniche di vishing e smishing. Il sistema era così collaudato da permettere colpi singoli da 60mila euro. In un caso documentato, persino una dipendente di banca è stata quasi raggirata, salvandosi solo grazie a una verifica interna effettuata in extremis. L’organizzazione non operava solo sul territorio nazionale: una struttura speculare era stata allestita in Spagna per internazionalizzare i proventi e complicare il tracciamento delle somme sottratte.Secondo il procuratore Nicola Gratteri, l’inchiesta dimostra l’evoluzione tecnologica della camorra.

 

“Le mafie sono contemporanee”, ha dichiarato il magistrato, sottolineando come i clan abbiano ormai superato le storiche conflittualità territoriali per collaborare su asset digitali. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano nomi di primo piano della gerarchia criminale napoletana, come Ciro e Michele Mazzarella, oltre a Marianna Giuliano. I vertici dell’organizzazione avevano capito che il rischio giudiziario di una truffa informatica è nettamente inferiore a quello del traffico di droga, a fronte di guadagni paragonabili o superiori.

 

L’indagine, che ha coperto il periodo tra il 2022 e il 2024, evidenzia come la Procura di Napoli si stia attrezzando con sezioni specializzate nei reati informatici per stare al passo con gruppi criminali che utilizzano il web per muovere capitali invisibili. Il “nullaosta” concesso dai Licciardi per l’impiego del loro tecnico informatico ai rivali Mazzarella sancisce definitivamente la nascita di una federazione del cybercrime, dove la competenza tecnica vale più dell’appartenenza di sangue.