Dall’entroterra alla costa, la rete dei borghi rilancia il turismo campano
LA BMT A NAPOLI
16 marzo 2026
LA BMT A NAPOLI

Dall’entroterra alla costa, la rete dei borghi rilancia il turismo campano

La strategia dell’assessore Enzo Maraio per integrare i flussi turistici.
Metropolis

Alla Borsa Mediterranea del Turismo la Campania dei piccoli centri si racconta e prova a costruire una nuova strategia di sviluppo territoriale. Non solo le grandi destinazioni della fascia costiera, ma anche i borghi dell’entroterra e delle aree interne diventano protagonisti di una visione turistica più ampia e integrata. È questo il messaggio emerso dal panel dedicato alla rete dei I Borghi più belli d’Italia, che ha riunito amministratori locali, rappresentanti istituzionali e operatori del settore per discutere di turismo, identità e sviluppo dei territori.

L’obiettivo è chiaro: costruire un modello capace di mettere in relazione costa e aree interne, superando una visione frammentata dell’offerta turistica. In questa direzione si muove anche la Regione Campania, come ha sottolineato l’assessore al turismo Enzo Maraio, ricordando come la sfida dei prossimi anni sia proprio quella di integrare i flussi turistici che attraversano le destinazioni più note con la ricchezza culturale e paesaggistica dei piccoli centri.

Secondo Maraio, i borghi rappresentano «il cuore culturale della regione», luoghi in cui si concentrano tradizioni, identità e attrattori turistici di grande valore. Per questo la strategia regionale punta sempre più su politiche di area vasta e sulla valorizzazione delle aree interne, anche attraverso le risorse della Strategia Nazionale per le Aree Interne e nuovi itinerari culturali che collegheranno territori e comunità locali.

A rafforzare questa prospettiva è stata la visione del presidente nazionale Fiorello Primi, da anni impegnato nel promuovere un modello di turismo fondato sulla qualità dei centri storici, sulla tutela del paesaggio e sulla capacità dei piccoli comuni di fare rete. Sotto la sua guida l’associazione ha consolidato il proprio ruolo come piattaforma nazionale di promozione territoriale, capace di portare i borghi italiani nei circuiti internazionali del turismo esperienziale e culturale.

Un ruolo importante, sul piano regionale, è svolto anche dal coordinatore campano Antonio Vella, che negli anni ha lavorato per rafforzare la collaborazione tra i comuni della rete, favorendo iniziative condivise di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale dei territori.

Nel dibattito ha trovato spazio anche una significativa parentesi dedicata a Furore, uno dei borghi simbolo della Costiera Amalfitana, che può vantare un ruolo pionieristico nella storia dell’associazione. Il comune costiero, infatti, fu tra i primi tre borghi fondatori della rete dei Borghi più belli d’Italia, all’epoca della sua costituzione.

Un dato che racconta una visione anticipatrice: già anni fa Furore aveva compreso il valore di fare rete tra piccoli centri per promuovere qualità urbana, patrimonio paesaggistico e identità culturale. Oggi quel percorso si traduce in numeri che spiegano bene la centralità del turismo per il borgo: circa 800 abitanti e oltre 1400 posti letto, un rapporto che testimonia quanto l’economia locale sia ormai profondamente legata all’accoglienza turistica.

Durante l’incontro il sindaco Giovanni Milo ha ricordato anche il valore delle iniziative di promozione internazionale portate avanti dall’associazione, citando in particolare i progetti realizzati con grandi circuiti globali come Mastercard, che consentono di far conoscere esperienze e prodotti dei borghi italiani a un pubblico internazionale.

Il turismo, ha sottolineato il primo cittadino, rappresenta ormai una componente fondamentale dell’economia locale e dell’intera Costiera. Una consapevolezza rafforzata anche dall’esperienza della pandemia di Covid 19, quando il blocco dei flussi turistici mostrò con grande evidenza quanto questo settore sia vitale per i territori.

Nel corso del confronto sono arrivate testimonianze significative anche da altri comuni della rete campana. Da Gesualdo è arrivata la conferma di come l’ingresso nel circuito dei Borghi più belli d’Italia abbia contribuito a trasformare il turismo locale in un fenomeno sempre più esteso durante tutto l’anno, favorendo una presenza turistica più stabile.

A Frigento l’adesione alla rete ha rappresentato un impulso per rafforzare il sistema turistico-culturale di un territorio storicamente legato ai percorsi religiosi, mentre da Montesarchio è arrivato un messaggio centrato sul valore della comunità: l’ingresso nel circuito ha favorito una nuova collaborazione tra amministrazioni, associazioni, guide turistiche e operatori locali.

Un segnale importante arriva anche da Cusano Mutri, entrato di recente nell’associazione dopo una selezione particolarmente rigorosa. L’amministrazione ha ricordato come l’accesso al circuito rappresenti non solo una certificazione di qualità territoriale ma anche uno strumento concreto per contrastare uno dei problemi più gravi delle aree interne: lo spopolamento.

Dal Cilento è arrivato invece il contributo di Castellabate, località che negli ultimi anni ha rafforzato la propria attrattività anche grazie al turismo cinematografico legato al film Benvenuti al Sud. Tuttavia, resta aperta la sfida della destagionalizzazione dei flussi, in una realtà dove il turismo balneare continua a rappresentare la componente predominante.Tra le prospettive future si inseriscono infine le candidature di altri borghi campani: Zungoli punta a rappresentare la regione nella competizione televisiva nazionale Il Borgo dei Borghi, mentre Mirabella Eclano è tra le città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028.

Dalle testimonianze emerse alla BMT si delinea quindi un quadro chiaro: i borghi non rappresentano solo luoghi di grande fascino paesaggistico, ma veri e propri laboratori di sviluppo territoriale.

La rete dei Borghi più belli d’Italia diventa così uno strumento per mettere insieme amministrazioni, cittadini e operatori economici, costruendo modelli di turismo sostenibile capaci di valorizzare cultura, tradizioni e paesaggi.

La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare la straordinaria ricchezza diffusa dei piccoli centri della Campania in un sistema turistico integrato, capace di connettere costa ed entroterra, destagionalizzare i flussi e offrire nuove opportunità di crescita alle comunità locali. Perché, come è emerso dal confronto tra amministratori e istituzioni, il futuro del turismo regionale passa sempre di più dai suoi borghi.