Cyber-camorra: colpo al clan Mazzarella, 16 arresti per maxi truffe online
Sedici arresti, un milione di euro sequestrati e una centrale delle truffe capace di incassare 300mila euro al giorno. È…
Un meccanismo studiato nei dettagli, alimentato da dati bancari sensibili e da una rete di conti correnti aperti usando persone vulnerabili. È il quadro che emerge dalle indagini dei carabinieri e della Direzione distrettuale antimafia che hanno colpito un’organizzazione criminale legata al Clan Mazzarella con 16 misure cautelari eseguite a Napoli. A svelare i retroscena è un collaboratore di giustizia, un ex elemento di spicco della criminalità organizzata partenopea, che ha raccontato agli investigatori come funzionava il sistema per svuotare i conti correnti delle vittime. “Ingaggiavamo dei tossici e li utilizzavamo per aprire i conti correnti”, ha spiegato il pentito. Persone fragili venivano reclutate per intestarsi nuovi conti bancari e partecipare alle procedure di riconoscimento facciale richieste dagli istituti di credito. Su quei conti confluivano poi i soldi sottratti alle vittime.
Cyber-camorra: colpo al clan Mazzarella, 16 arresti per maxi truffe online
Sedici arresti, un milione di euro sequestrati e una centrale delle truffe capace di incassare 300mila euro al giorno. È…
Il ruolo del “polacco” – Secondo il collaboratore, la figura chiave dell’organizzazione era un uomo soprannominato “il polacco”, descritto come il regista del sistema di truffe. “Gira su una Mustang”, avrebbe riferito il pentito agli investigatori, indicandolo come il punto di riferimento operativo dell’intero meccanismo.
Camorra e cybercrime: salvata "in extremis" una dipendente bancaria
Le logiche del profitto digitale abbattono le barriere delle rivalità storiche tra i clan di camorra. È quanto emerge dall'operazione…
Liste segrete comprate in banca – Uno degli aspetti più inquietanti riguarda l’origine dei dati utilizzati per individuare le vittime. L’organizzazione, secondo quanto emerso, acquistava liste con informazioni riservate provenienti da ambienti bancari. “Contenevano numero di telefono, numero di conto e perfino il saldo disponibile”, ha raccontato il collaboratore. Informazioni preziose che permettevano ai truffatori di individuare le prede e preparare la telefonata.
Camorra, il "patto dell'hacker" tra clan nemici: colpi da 300mila euro al giorno
Sedici arresti, dodici dei quali in carcere, e un sequestro di circa un milione di euro. È il bilancio dell'operazione…
La telefonata e il codice OTP – Il metodo era sempre lo stesso: una chiamata al correntista fingendosi operatori bancari o addetti alla sicurezza. Durante la conversazione, la vittima veniva indotta a comunicare il codice OTP appena ricevuto sul proprio telefono. Quel codice consentiva ai criminali di autorizzare l’operazione e trasferire immediatamente il denaro sui conti correnti aperti con i prestanome. “Chiamavamo la persona, chiedevamo l’OTP e poi i soldi sparivano”, ha sintetizzato il pentito. L’indagine Le rivelazioni del collaboratore hanno contribuito a ricostruire il sistema e a portare al blitz che ha smantellato una parte della rete. Gli investigatori stanno ora verificando l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti, compresi possibili intermediari che avrebbero fornito i dati bancari. L’inchiesta conferma ancora una volta come la criminalità organizzata stia affiancando alle attività tradizionali nuove forme di frode digitale, sfruttando tecnologia, banche online e informazioni riservate per colpire i risparmi dei cittadini.