Nuova tempesta politica e mediatica attorno al procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. Il magistrato, da anni tra i volti più…
CAOS GIUSTIZIA
16 marzo 2026
CAOS GIUSTIZIA
Referendum, Gratteri accusa: “Riforma figlia delle idee di Gelli e Berlusconi”
Il procuratore di Napoli all'attacco del vice premier Antonio Tajani
“L’ispiratore di questa riforma, cioè Berlusconi e prima ancora Licio Gelli, diceva ‘voglio vedere il pm con il cappello in mano davanti al giudice’. Ma perché col cappello in mano? Cosa vuol dire? Dice che così il pm sarà più forte, ma il pm non deve fare sollevamento pesi. Io invece voglio un pm sereno, che abbia la libertà di decidere, ragionare e fare le richieste, e che abbia la serenità per fare le indagini”.
Il procuratore Gratteri.
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, intervenuto a un dibattito sulla riforma della giustizia organizzato a Napoli dalla scuola di magistratura Iurisprudentia, alza il tiro della polemica e continua ad attaccare. “Questa riforma – ha aggiunto Gratteri – è una modifica di 7 articoli della Costituzione, un pacchetto partito dal Governo e arrivato in Parlamento con doppio voto di Camera e Senato. Di questo pacchetto non si è modificata una virgola, nessuno poteva permettersi il lusso di modificare una virgola perché doveva andare veloce come un Frecciarossa o un Italo, perché era l’unica cosa che si poteva fare rispetto al premierato e all’autonomia differenziata. Quindi bisognava portare qualcosa a casa, bisognava portare un risultato a casa. È una riforma voluta da Forza Italia, gli altri si sono adeguati” le parole del capo della procura di Napoli.
L’esempio sbagliato.
“Chi invita a votare sì – ha proseguito il procuratore di Napoli – fa l’esempio sbagliato della partita di calcio, dice che il giudice è l’arbitro, il pm una squadra e l’avvocato l’altra. Ma che state dicendo? Se il pm ha l’obbligo di trovare prove a favore dell’indagato, e l’avvocato non ha quest’obbligo, dov’è questa partita? È un esempio suggestivo ma che non c’entra nulla, cozza con la realtà del codice di procedura penale. Il pm ha l’obbligo di cercare prove ed è quello che facciamo, il pm oggi mentre fa l’indagine ragiona da giudice. Nel corso delle indagini preliminari pensa a cosa serve per la prova, perché è stato allenato, ha studiato per fare il giudice. Nel 50% delle indagini è il pm che chiede l’archiviazione”. Gratteri ha sottolineato che “è stata limitata ancora di più la possibilità del passaggio da giudice a pubblico ministero, oggi se un pm di Napoli vuole fare il giudice deve andare nel Lazio e può farlo solo una volta in carriera. Per me questo è un errore: io voglio un pm che ragioni da giudice e un giudice che ragioni da pm. Per me questo passaggio deve essere favorito il più volte possibile, esattamente il contrario di quello che si sta discutendo” le parole del magistrato. Che non perde occasione per attaccare soprattutto il governo e in maniera particolre gli esponenti di Forza Italia.
L’attacco a Tajani.
“L’altra sera a Tajani, segretario di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio, è scappata una frase di una gravità assoluta, anche peggio di questa riforma. Ha detto che stanno pensando di togliere la polizia giudiziaria dalla disponibilità del pubblico ministero sul piano investigativo e di farla passare sotto l’esecutivo. Immaginate cosa vorrebbe dire una polizia sotto il Ministero degli Interni, i carabinieri sotto il ministro della Difesa, la Guardia di Finanza sotto quello dell’Economia e Finanze. Immaginate un capitano dei Carabinieri in avanzamento che deve fare un’indagine che riguarda la pubblica amministrazione, che può riguardare un sindaco, un consigliere regionale, un assessore, e che deve andare in valutazione. A me pare un’involuzione” ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, intervenuto a un dibattito sul referendum per la riforma della giustizia organizzato dalla scuola di magistratura Iurisprudentia.Che poi si è anche tolto qualche sassolino dalla scarpa riferendosi ai giudizio sulla sua attività.
La difesa del procuratore
“Oggi io sono per il no e molti dicono Gratteri è di sinistra, Gratteri è del Pd. Ricordo a questi smemorati che c’erano delle intercettazioni telefoniche nelle quali dicevano che io ero fascista, anzi negli ultimi mesi, prima di essere nominato a Napoli, mi definivano nazista. E ora sono del Pd? Mettetevi d’accordo” ha sostenuto durante il dibattito. “E ricordo ancora – ha aggiunto Gratteri – che quando ho fatto domanda per procuratore aggiunto di Reggio Calabria, per procuratore di Reggio Calabria, per procuratore di Catanzaro, per procuratore nazionale antimafia e per procuratore di Napoli, i laici del Pd non mi hanno mai votato al Csm. Ho fatto questo quadro per presentarmi, per ricordare e per dire perché sono qui a votare no”.

