Sanità, scatta la protesta dei precari: presidi in tutti gli ospedali di Napoli
Il sindacato Cisl Funzione Pubblica dell’area metropolitana di Napoli ha ufficialmente dato il via a una mobilitazione capillare che coinvolgerà tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della provincia. L’obiettivo dichiarato è l’abbattimento definitivo del precariato nel Servizio Sanitario Regionale attraverso l’applicazione immediata delle leggi nazionali sulla stabilizzazione del personale.
La decisione di scendere in piazza arriva a seguito dell’esito negativo della procedura di raffreddamento e conciliazione tentata presso la Prefettura di Napoli. Il calendario delle proteste è già definito: il primo presidio si terrà mercoledì 18 marzo a Torre del Greco, davanti alla sede della direzione generale dell’Asl Napoli 3 Sud. La mobilitazione proseguirà poi il 26 marzo al Cardarelli, per poi toccare in successione i policlinici universitari Federico II e Vanvitelli, le Asl Napoli 1 e Napoli 2 Nord, e i poli d’eccellenza come il Santobono Pausillipon, l’Azienda dei Colli, l’Istituto Pascale e l’Istituto Zooprofilattico.
Al centro della vertenza c’è la richiesta di dare seguito alla normativa che consente la stabilizzazione di chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi. Secondo il segretario generale della Cisl Fp Napoli, Luigi D’Emilio, si tratta di un atto necessario per valorizzare le professionalità impegnate in prima linea durante l’emergenza pandemica e per colmare le gravi carenze d’organico che affliggono le strutture pubbliche.
“Chiediamo l’applicazione immediata della legge per dare certezze ai lavoratori e continuità ai servizi”, ha spiegato D’Emilio, sottolineando come la stabilità contrattuale sia l’unico strumento per garantire la dignità dei professionisti e, di riflesso, la tutela del diritto alla salute dei cittadini.
Il caso emblematico che ha innescato la protesta immediata riguarda l’Asl Napoli 3 Sud. Il sindacato contesta un bando di concorso per l’assunzione di 30 fisioterapisti, definendolo illegittimo poiché non prevedrebbe la riserva obbligatoria del 50% dei posti destinata al personale da stabilizzare, come indicato dalle norme nazionali. La Cisl Fp ha chiesto ufficialmente il ritiro del provvedimento, denunciando una gestione “disomogenea” della normativa da parte delle singole aziende.
La critica sindacale punta il dito anche contro la Regione Campania, accusata di non aver esercitato un ruolo di coordinamento efficace. Nonostante il decreto Milleproroghe abbia esteso al 31 dicembre 2026 i termini per le assunzioni dei precari, il sindacato lamenta “fughe in avanti” e interpretazioni arbitrarie della legge da parte dei direttori generali.
La mobilitazione si configura come un sollecito diretto anche verso il governo nazionale, operativo ormai da mesi, affinché vengano assunte decisioni univoche per il rilancio del comparto. La battaglia della Cisl Fp punta a trasformare il precariato da emergenza cronica a capitolo chiuso, puntando sulla stabilizzazione come pilastro fondamentale per la tenuta della sanità pubblica nell’intera area metropolitana di Napoli.

