Sporting Club, realtà vincente di Torre del Greco
BASKET
16 marzo 2026
BASKET

Sporting Club, realtà vincente di Torre del Greco

La squadra nata ad agosto si sta facendo largo Il capitano Garofalo: «L’obiettivo è vincere i playoff»
Alfredo Izzo

La storia del basket maschile a Torre del Greco affonda le sue radici in un passato lontano, connotato da una passione che dal 1968 non ha mai smesso di battere all’interno dello Sporting Club Torregreco. Ma il 2025 ha segnato l’inizio di un’era nuova: la nascita di una rinnovata squadra senior che sta dando battaglia nel campionato di Divisione Regionale 3. Nel 2025, infatti la prima squadra storica dello Sporting Torregreco che militava in Divisione Regionale 1 non si è iscritta al campionato. È così che, ad agosto, un gruppo di ragazzi cresciuti sotto l’ala della società ha inteso ripartire formando un nuovo team. Un progetto che non è solo sportivo, ma di identità territoriale, come spiegato dal capitano Raffaele Garofalo.

Raffaele, partiamo dal campo. Che stagione sta vivendo lo Sporting Club Torregreco?

«È una stagione fatta di alti e bassi, come dimostra chiaramente il nostro rendimento altalenante. Abbiamo già partecipato in passato a questo campionato, ma devo ammettere che quest’anno il livello generale si è alzato notevolmente rispetto alle scorse edizioni. C’è un equilibrio incredibile in ogni partita, soprattutto nella parte alta della classifica dove i distacchi sono minimi e ogni domenica il risultato è in discussione fino alla sirena finale».

Parliamo di una squadra praticamente neonata. All’inizio della stagione vi aspettavate questo rendimento?

«Nonostante alcune difficoltà oggettive, legate soprattutto al fatto di doverci allenare abitualmente in un campo diverso da quello dove poi disputiamo i nostri match casalinghi, siamo piuttosto in linea con quelle che erano le aspettative di inizio stagione. Anzi, a dir la verità, dentro lo spogliatoio abbiamo la consapevolezza di poter fare ancora meglio. Sentiamo di avere dei margini di crescita che non abbiamo ancora espresso del tutto».

Che responsabilità senti verso lo spogliatoio? «È sicuramente una bella responsabilità perché rappresento una società che ha una storia lunghissima a Torre del Greco. Però ho la fortuna di far parte di un gruppo squadra veramente unito e affiatato. I ragazzi sono eccezionali e questo mi rende il compito decisamente più semplice: quando c’è questo tipo di sintonia, gestire le dinamiche interne diventa un piacere».

Se dovessi scegliere il momento più emozionante o significativo di questa prima parte di campionato, quale indicheresti? «Senza dubbio la partita disputata in casa contro il Pontecagnano. All’andata perdemmo in modo atroce, subendo una tripla proprio negli ultimi secondi di partita che ci lasciò l’amaro in bocca. Avevamo dentro un forte senso di rivalsa che si è manifestato al ritorno in una partita praticamente perfetta da parte di tutti. È stata una vittoria schiacciante contro una delle squadre più forti del campionato, ed è lì che abbiamo capito il nostro vero valore».

In un percorso così intenso, ci sono stati momenti di frizione all’interno dello spogliatoio?

«C’è stato un piccolo momento di incomprensione nel gruppo, come succede in tutte le famiglie o nelle squadre che tengono a quello che fanno. Ma siamo ragazzi maturi e abbiamo capito subito che col dialogo si risolve sempre tutto. Ci siamo chiariti e siamo tornati a remare tutti verso la stessa direzione».

Quali sono, secondo te, i punti di forza della squadra sia dal punto di vista tecnico che umano?

«A livello tecnico credo che la nostra forza sia dovuta al fatto di essere più o meno tutti allo stesso livello qualitativo. Questo ci permette di essere performanti con qualsiasi quintetto il coach decida di mandare in campo, senza cali di intensità».

Quanto incide il fattore campo a Torre del Greco?

«È fondamentale perché i nostri tifosi riescono a tirare fuori il meglio di noi, specialmente nei momenti di stanchezza. Gioco da tanti anni a pallacanestro e posso garantire che dalla serie C in giù non esiste una squadra con un supporto del genere. Sentire il calore della nostra gente ci dà una marcia in più che spesso risulta decisiva».

I numeri dicono che siete una delle difese più ostiche del torneo. È questa la vostra filosofia di gioco?

«Assolutamente. Il nostro obiettivo principale è quello di prendere meno canestri possibili; non a caso siamo la miglior difesa del campionato. Puntiamo su questo per riuscire a sopperire a eventuali giornate “no” nella fase offensiva o al tiro. Se non subisci, resti sempre in partita» Guardando la classifica, pensate di poter ambire a qualcosa in più?

«Per me siamo una delle tre squadre più forti del campionato. Ogni singola partita che abbiamo perso è stata decisa da una manciata di punti di differenza, spesso per una nostra incapacità momentanea di gestire alcuni frammenti della gara. È proprio questo lo step in più che dobbiamo fare ora per riuscire a vincere i playoff: la gestione dei dettagli».

Vedi segnali di crescita per il movimento cestistico cittadino? «Rispetto a quando ho iniziato io, il basket sta ottenendo sempre più importanza in città. Se dovesse andare in porto il progetto del nuovo palazzetto dello sport, con la volontà giusta, si potrebbe portare Torre del Greco finalmente ad alti livelli. Come città non abbiamo nulla da invidiare a realtà limitrofe come Scafati, Angri o Nocera che sono stabilmente in categorie importanti».

Raffaele, cosa ti senti di dire ai vostri sostenitori e a chi si sta avvicinando ora a questo sport? «Voglio chiedere ai nostri tifosi di continuare a seguirci e sostenerci come stanno facendo. A chi ci sta conoscendo ora dico che la pallacanestro è uno sport bellissimo e l’atmosfera che si respira alle nostre partite in casa è qualcosa che vale la pena vivere di persona».