Appalti e abusivismo, il Comune di Sorrento sotto la lente della commissione d’accesso
A Sorrento, in queste settimane, la vera partita si gioca lontano dalle piazze e dai riflettori. Si gioca negli uffici comunali, tra faldoni, determine e pratiche amministrative. Da una settimana la commissione d’accesso nominata dal Ministero dell’Interno è al lavoro per verificare se nella gestione del Comune si siano insinuate infiltrazioni della camorra. Un controllo capillare che arriva dopo mesi difficili per la città, segnata dall’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola, accusato di aver intascato una tangente, e dall’inchiesta della Procura di Torre Annunziata sul cosiddetto sistema Sorrento, il presunto meccanismo di appalti pilotati e relazioni opache tra politica, imprenditoria e amministrazione.
Il contesto
La commissione si è insediata in un ente già commissariato dalla primavera 2025. Dopo l’arresto del primo cittadino e le dimissioni che ne sono seguite, la guida del Comune è passata ai commissari prefettizi, chiamati a garantire la continuità amministrativa in una fase particolarmente delicata. L’arrivo degli ispettori rappresenta però un passaggio ulteriore: non si tratta soltanto di amministrare, ma di verificare se l’attività dell’ente sia stata in qualche modo condizionata da interessi criminali. Il lavoro della commissione procede con metodo e discrezione. Gli ispettori stanno analizzando centinaia di atti amministrativi: delibere, determine, procedure di gara, affidamenti diretti. L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio il funzionamento della macchina comunale negli ultimi anni per individuare eventuali anomalie o concentrazioni sospette di incarichi e appalti. Particolare attenzione è rivolta proprio al settore degli appalti pubblici, tradizionalmente considerato uno dei più esposti al rischio di infiltrazioni.
Le pratiche urbanistiche
Ma il controllo non si ferma qui. La commissione è pronta a passare al setaccio anche le pratiche urbanistiche: concessioni edilizie, sanatorie, controlli sugli abusi. Ogni pratica viene esaminata per capire se siano stati rispettati criteri di trasparenza e legalità oppure se vi siano state forzature e scorciatoie. Gli ispettori hanno tre mesi di tempo per completare il lavoro, con la possibilità di una proroga. Al termine dell’accesso agli atti sarà redatta una relazione che verrà trasmessa al prefetto e successivamente al Ministero dell’Interno. Da quel documento potrà emergere un quadro amministrativo privo di criticità oppure elementi tali da portare allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Intanto in città prevale un clima di attesa. Sorrento, simbolo del turismo internazionale e cuore della penisola sorrentina, si trova da mesi al centro di una vicenda giudiziaria e amministrativa che ha scosso l’opinione pubblica e il mondo politico locale. Mentre la magistratura continua il suo lavoro investigativo, la commissione d’accesso analizza atti e procedure per capire se dietro decisioni amministrative apparentemente ordinarie si nasconda o meno un sistema capace di condizionare la vita del Comune.

