Emergenza ludopatia giovanile: il Sud Italia maglia nera per il gioco online
L’ombra dell’azzardo digitale si allunga in modo preoccupante sulle nuove generazioni, con una disparità geografica che traccia una linea netta e drammatica lungo la penisola. I dati emersi recentemente dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) scattano una fotografia impietosa: gli adolescenti del Sud e delle Isole che frequentano le piattaforme di gioco online sono cinque volte più numerosi rispetto ai coetanei residenti nel Nord Italia. Non si tratta solo di una questione di numeri, ma di salute pubblica, poiché questi giovani hanno il doppio delle probabilità di scivolare nella spirale della ludopatia problematica.
In questo scenario critico, la Campania si attesta tristemente come la prima regione italiana per volumi di gioco online tra i giovanissimi, con un fatturato che nel 2025 ha toccato la cifra record di 10 milioni di euro. È qui che si registra il maggior numero di conti gioco aperti da minori e, di conseguenza, il più alto afflusso di pazienti giovanissimi presso i servizi pubblici per il trattamento dei disturbi da gioco d’azzardo.
Aldo Bova, presidente del Forum nazionale delle Associazioni Sociosanitarie, ha lanciato un vero e proprio grido d’allarme, sottolineando come le patologie legate all’azzardo abbiano un impatto devastante sul tessuto sociale. La dipendenza non distrugge solo l’individuo, ma destabilizza intere famiglie, incrementando il debito domestico e spianando pericolosamente la strada all’usura e ad altre forme di devianza giovanile.
Giuseppe Luberto, presidente della Commissione Finanza Etica del Distretto Rotary 2101, ha spiegato che il progetto ha già coinvolto circa mille studenti degli istituti superiori in un percorso formativo mirato. L’obiettivo è duplice: da un lato, fornire le competenze tecniche per l’uso delle monete elettroniche; dall’altro, costruire una coscienza critica che permetta ai ragazzi di stare in guardia dalle lusinghe del web.
Parallelamente, Nino Di Maio, presidente del Forum delle Associazioni Familiari della Campania, ha inquadrato l’iniziativa nel solco della 50ª Settimana Sociale di Trieste, dove Finetica è stata riconosciuta dalla CEI come una “buona pratica” a livello nazionale. Portare l’educazione finanziaria, il microcredito sociale e la finanza inclusiva nelle scuole significa fornire alle famiglie campane — spesso escluse dal credito legale — gli strumenti per resistere al fenomeno usuraio che sta colpendo duramente microimprese e nuclei familiari vulnerabili.
Il confronto di mercoledì non sarà dunque solo un momento teorico, ma un passo concreto verso la creazione di una rete di protezione sociale, volta a sottrarre i giovanissimi napoletani e campani a un destino di isolamento digitale e precarietà economica.

