Nuovo processo per Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei accusata di truffa
RINVIATA A GIUDIZIO
17 marzo 2026
RINVIATA A GIUDIZIO

Nuovo processo per Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei accusata di truffa

Davanti al tribunale di Pisa dovrà rispondere di una presunta truffa nei confronti di un amico per l'apertura di un locale di lusso
Pietro Costante

È iniziato, ma con un primo rinvio, il processo che vede imputata Maria Rosaria Boccia davanti al Tribunale di Pisa. L’imprenditrice originaria di Pompei, già finita al centro della cronaca per il caso che l’ha vista coinvolta con l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, è chiamata a difendersi dall’accusa di truffa aggravata. Il dibattimento è ancora nelle fasi iniziali.

 

L’udienza prevista nei giorni scorsi è stata infatti rinviata a fine giugno per un legittimo impedimento del difensore della Boccia. Un rinvio tecnico che però non smorza l’attenzione su una vicenda giudiziaria che affonda le radici nel 2021, ben prima che il nome dell’imprenditrice diventasse noto al grande pubblico. Secondo l’accusa, la Boccia avrebbe raggirato un quarantenne originario della provincia di Napoli ma residente nel Pisano, sfruttando un rapporto di amicizia consolidato nel tempo. L’obiettivo, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato quello di ottenere 30mila euro con il pretesto di un investimento in un progetto imprenditoriale tanto ambizioso quanto inesistente.

 

La proposta, stando agli atti, riguardava l’apertura di un esclusivo locale di lusso: una terrazza-bar affacciata sul Golfo di Napoli, inserita in un complesso più ampio che avrebbe dovuto includere ulteriori attività ai piani inferiori. Un’iniziativa descritta come altamente redditizia e già sostenuta – a detta della stessa Boccia – da investitori facoltosi e ben introdotti.Convinto dalla prospettiva di un guadagno importante e rassicurato dalla fiducia personale, l’uomo avrebbe effettuato un bonifico istantaneo di 30mila euro sul conto dell’imprenditrice. Da quel momento, però, il progetto non avrebbe mai preso forma.

 

Nessun cantiere, nessun sviluppo concreto e, soprattutto, nessuna restituzione del denaro.Al contrario, secondo quanto denunciato, sarebbero arrivate ulteriori richieste e proposte di investimento, alimentando i sospetti fino alla decisione di rivolgersi alla giustizia. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Lydia Pagnini, hanno portato al decreto di citazione diretta a giudizio, trasformando la posizione della Boccia da indagata a imputata davanti al giudice monocratico Paola Giovannelli.Già nell’ottobre 2024 il procuratore capo di Pisa, Teresa Angela Camelio, aveva confermato l’esistenza di un’indagine legata a una presunta partecipazione a un progetto imprenditoriale immobiliare, senza però entrare nei dettagli emersi successivamente.

 

Parallelamente al procedimento penale, la presunta vittima ha ottenuto in sede civile un decreto ingiuntivo che obbliga la Boccia alla restituzione della somma, maggiorata degli interessi. Tuttavia, secondo quanto riferito dal legale dell’uomo, l’avvocato Federico Cammarota, il provvedimento non sarebbe stato ancora eseguito. «Dalle visure patrimoniali – ha dichiarato – la signora Boccia risulta nullatenente».Il processo pisano si inserisce in un quadro giudiziario più ampio. Solo pochi mesi fa, infatti, la stessa Boccia è stata rinviata a giudizio a Roma in relazione al caso Gennaro Sangiuliano, con accuse che vanno dallo stalking alle lesioni, fino alle interferenze illecite nella vita privata e alla diffamazione.

 

Due vicende distinte ma accomunate da un forte impatto mediatico, che continuano ad alimentare l’attenzione sull’imprenditrice campana. Ora sarà il tribunale di Pisa a fare piena luce sui fatti, stabilendo eventuali responsabilità in una storia che intreccia fiducia personale, promesse di guadagno e, secondo l’accusa, un inganno costato caro.