Scafatese, mister Ferraro: «Noi, una macchina perfetta»
La Scafatese continua a volare e resta l’unica squadra imbattuta del campionato. Un cammino straordinario che ormai ha proiettato i canarini a un passo dalla promozione in Serie C. Il traguardo è ormai vicinissimo: manca soltanto la matematica, ma anche quella potrebbe arrivare già nella prossima giornata. Se domenica la Scafatese dovesse vincere e il Trastevere perdere contro l’Ischia, la squadra allenata da mister Ferraro potrebbe festeggiare con largo anticipo il ritorno tra i professionisti. Sarebbe un risultato storico per il club campano, che tornerebbe in Serie C dopo ben sedici anni di attesa. Nel frattempo la formazione gialloblù continua a macinare risultati e record. L’ultima vittoria rappresenta infatti l’undicesimo successo consecutivo, un risultato che entra di diritto nella storia della Scafatese. Una striscia impressionante che testimonia la forza e la continuità di una squadra capace di dominare il campionato settimana dopo settimana. Anche l’ultima partita contro il Latte Dolce non è stata semplice.
La Scafatese ha dovuto affrontare una gara complicata, ma ancora una volta ha dimostrato carattere e qualità. Decisivi sono stati alcuni accorgimenti tattici nella ripresa e soprattutto l’apporto della panchina: tre giocatori entrati a gara in corso hanno cambiato l’inerzia del match, risultando determinanti nelle azioni che hanno portato ai due gol. Sugli spalti, durante la partita di domenica , tra gli addetti ai lavori presenti a Sassari, qualcuno ha paragonato la Scafatese a una Ferrari. Secondo mister Giovanni Ferraro, il segreto del successo dei canarini non riguarda solo ciò che accade in campo, ma l’organizzazione dell’intera società: “Credo che loro abbiano già maturato esperienza negli anni precedenti in Serie D e penso che, quando c’è un presidente ambizioso, sia giusto seguirne la visione. Però il merito va anche al direttore sportivo Fusco e a tutti i collaboratori che lavorano nella Scafatese. Siamo una grande famiglia con un obiettivo importante da raggiungere: lo costruiamo durante la settimana, perché ognuno ha il proprio ruolo ed è responsabile del proprio lavoro. Alla fine, in una squadra vincente, se tutti fanno bene il proprio compito senza invadere quello degli altri, i risultati arrivano. Un campionato non lo vince solo l’allenatore, ma tutta la squadra e l’intera società”.

