Terrore nella notte a Roma: sequestrato il calciatore Neil El Aynaoui e la sua famiglia
Un commando di sei uomini, armati e addestrati, ha trasformato la residenza romana di Neil El Aynaoui, giovane talento del centrocampo giallorosso, in uno scenario da incubo. Erano circa le 3:00 del mattino di martedì 17 marzo quando il silenzio di via di Castel Fusano è stato interrotto dall’irruzione di una banda di professionisti del crimine.
La dinamica dell’assalto
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, i rapinatori non sono entrati casualmente. Si tratterebbe di un’operazione pianificata nei minimi dettagli. La banda, composta da sei individui con il volto travisato da passamontagna e vestiti interamente di nero, è riuscita a superare le prime barriere perimetrali della villa situata a ridosso della pineta.
Il punto di accesso è stato individuato in una finestra del salone al piano terra. I criminali, dotati di attrezzature specifiche, hanno divelto una grata d’acciaio con una precisione che suggerisce l’uso di martinetti idraulici o cesoie ad alta potenza, evitando di far scattare immediatamente i sistemi di allarme perimetrali.
Il sequestro lampo
Una volta all’interno, i rapinatori si sono diretti verso le camere da letto. Armi in pugno – si parla di almeno due pistole semiautomatiche – hanno sorpreso il calciatore nel sonno. In casa erano presenti anche la madre di El Aynaoui, la sua compagna, il fratello e la fidanzata di quest’ultimo.
Sotto la minaccia delle armi, le cinque vittime sono state costrette a radunarsi in un’unica stanza. Qui sono stati rinchiusi a chiave, un “sequestro lampo” finalizzato a garantire alla banda la totale libertà di movimento all’interno dell’abitazione. Nonostante la tensione altissima e il terrore di un possibile conflitto a fuoco, non sono state riportate lesioni fisiche: la banda ha agito con una freddezza “militare”, puntando esclusivamente all’obiettivo economico.
Il bottino: Rolex e borse di lusso
Mentre una parte del commando sorvegliava la porta della stanza dove era segregata la famiglia, gli altri complici hanno setacciato l’intera villa. In pochi minuti sono riusciti a sottrarre: Gioielli e preziosi per un valore stimato di circa 10.000 euro; Un orologio Rolex di grande valore commerciale e affettivo; Diverse borse griffate e accessori di alta moda, scelti accuratamente tra i beni della compagna e della madre del calciatore.
Il valore complessivo del furto è ancora in via di quantificazione, ma il danno patrimoniale appare ingente, sebbene secondario rispetto al trauma psicologico subito dalle vittime.
Le indagini della Squadra Mobile
L’allarme è scattato solo dopo che i rapinatori si sono dileguati, presumibilmente a bordo di un’auto di grossa cilindrata lasciata poco distante dalla villa. Sul posto sono intervenute immediatamente le volanti della Polizia di Stato e gli agenti della Squadra Mobile.
Gli specialisti della Scientifica hanno lavorato fino all’alba per repertare eventuali tracce biologiche o impronte digitali lasciate sulla grata divelta o all’interno della stanza del sequestro. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, nel tentativo di individuare il percorso di fuga del commando verso la via Cristoforo Colombo o il litorale.

