L'OPERAZIONE
17 marzo 2026
L'OPERAZIONE

VIDEO | Smantellata la piazza di spaccio 11 di Secondigliano: undici arresti

Nel rione Berlingieri il maxi giro d'affari legato alla vendita di cocaina
Andrea Ripa

Al centro dell’inchiesta c’è il “Rione Berlingieri”, dove gli indagati avrebbero gestito una fiorente attività di spaccio di cocaina nella storica piazza di spaccio nota come “la piazza di 111”. Secondo quanto emerso, il gruppo operava sia con modalità tradizionali – vendita diretta in strada – sia attraverso un sistema più evoluto, basato su vere e proprie “prenotazioni” telefoniche per la consegna della droga. Un’organizzazione strutturata e capillare, capace di generare ricavi per circa 280mila euro l’anno, utilizzati per alimentare le casse dei clan e sostenere affiliati detenuti e famiglie.

 

Il legame con i clan camorristici  – Le indagini hanno evidenziato il collegamento diretto con i clan Vanella Grassi e Licciardi, realtà storicamente radicate nell’area nord del capoluogo. In particolare, il gruppo sarebbe stato obbligato a rifornirsi di droga dal clan, versando una sorta di “tributo” periodico. Un sistema che garantiva il controllo del territorio attraverso intimidazioni e violenze. Emblematico un episodio ricostruito dagli investigatori: uno spacciatore sarebbe stato prelevato e picchiato per non aver pagato nei tempi stabiliti la droga ricevuta.

Il video degli arresti 

Droga nascosta nei giardini pubblici  – L’organizzazione, secondo gli inquirenti, aveva di fatto occupato il quartiere, arrivando a utilizzare anche spazi pubblici per le proprie attività illecite. Nei giardini di via Monte Faito venivano nascosti ingenti quantitativi di droga, sottraendo aree alla cittadinanza e creando un serio rischio per la sicurezza, soprattutto dei più piccoli. Le sostanze, infatti, potevano essere facilmente rinvenute anche in dosi già pronte.

 

Trent’anni di attività illegale – L’operazione ha posto fine a una piazza di spaccio considerata “storica”, attiva da circa trent’anni. Un sistema che, grazie a una rete organizzata e a efficaci meccanismi di controllo del territorio, era riuscito a operare a lungo quasi indisturbato. L’indagine, che copre il periodo tra marzo 2022 e maggio 2023, ha consentito di ricostruire nel dettaglio ruoli, dinamiche e modalità operative del gruppo.

 

Indagini ancora aperte –  Le persone raggiunte dalle misure cautelari sono da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale condanna definitiva. Restano ora da chiarire ulteriori eventuali responsabilità e ramificazioni dell’organizzazione. Intanto, per il quartiere di Secondigliano, si tratta di un segnale importante: un pezzo di territorio torna alla legalità, dopo anni di controllo criminale.