Domenico: indagati primario e cardiochirurga per la cartella modificata. Sequestrato cellulare con le foto in sala operatoria
CRONACA
18 marzo 2026

Domenico: indagati primario e cardiochirurga per la cartella modificata. Sequestrato cellulare con le foto in sala operatoria

Nuovi guai giudiziari per il cardiochirurgo che eseguì il trapianto e la sua assistente all'ospedale Monaldi: la Procura di Napoli ipotizza manomissioni sugli orari di arrivo del cuore da Bolzano
Marco Cirillo

Una nuova, pesante ombra si allunga sull’inchiesta relativa alla morte di Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni deceduto nel 2024 a seguito di un trapianto di cuore eseguito presso l’ospedale Monaldi di Napoli. La Procura partenopea ha infatti formalizzato una nuova contestazione di reato – quella di falso in atto pubblico – nei confronti di due dei sette medici già iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo.

 

I destinatari del nuovo provvedimento sono figure chiave dell’équipe chirurgica: il professor Guido Oppido, il cardiochirurgo che eseguì materialmente l’intervento, e la dottoressa Emma Bergonzoni, seconda operatrice durante il trapianto. Secondo l’ipotesi investigativa coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, i due avrebbero modificato la cartella clinica del piccolo paziente per coprire potenziali anomalie o ritardi legati alla procedura.

 

Il nodo degli orari e il viaggio del cuore
Al centro dell’attenzione degli inquirenti ci sarebbe, in particolare, la gestione dei tempi. Il cuore destinato a Domenico proveniva da Bolzano e le indagini avrebbero riscontrato discrepanze tra la realtà dei fatti e quanto riportato nei documenti clinici ufficiali. Nello specifico, si sospetta che siano stati alterati gli orari di arrivo dell’organo a Napoli.

 

Il fattore tempo è cruciale in un trapianto cardiaco: il cosiddetto “tempo di ischemia fredda” (il periodo che intercorre tra il prelievo dell’organo e il suo ripristino funzionale nel corpo del ricevente) deve essere ridotto al minimo per garantire il successo dell’intervento. Un eventuale sforamento dei limiti temporali potrebbe aver compromesso la funzionalità del muscolo cardiaco, contribuendo al tragico epilogo.

 

Chiesta la misura interdittiva
La gravità delle nuove accuse ha spinto la Procura a chiedere al Giudice per le Indagini Preliminari una misura interdittiva per entrambi i medici. Se accolta, i due specialisti potrebbero essere sospesi temporaneamente dall’esercizio della professione o dalle cariche ricoperte in ospedale. Un passaggio tecnico fondamentale avverrà a fine mese, quando Oppido e Bergonzoni verranno ascoltati dagli inquirenti per fornire la propria versione dei fatti e difendersi dalle pesanti accuse di falso e omicidio colposo in concorso.

 

Il dolore della famiglia
La vicenda di Domenico Caliendo ha scosso l’opinione pubblica sin dal primo momento. I genitori del bambino hanno sempre chiesto verità su quanto accaduto in quella sala operatoria, denunciando presunte negligenze. La scoperta di possibili manipolazioni dei documenti clinici aggiunge un ulteriore tassello di amarezza a una tragedia già immensa, sollevando interrogativi sulla trasparenza delle procedure interne alla struttura ospedaliera.

 

L’inchiesta prosegue ora con l’analisi tecnica dei supporti informatici e dei registri cartacei per confermare se quelle correzioni siano state effettivamente apportate con dolo per sviare le indagini. Per la sanità campana si tratta di un momento estremamente delicato, che mette sotto i riflettori uno dei suoi centri di eccellenza cardiochirurgica.

 

Sequestrato cellulare a infermiera

Intanto, la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto il sequestrato un altro cellulare dove, ci sarebbero foto e video realizzati nella sala operatoria il 23 dicembre 2025 e ritenuti utili all’attività investigativa. Il telefono appartiene a una infermiera che non risulta iscritta nel registro degli indagati. Il prossimo 26 marzo è stata fissata la copia forense del dispositivo.