Completato il restyling della rotatoria della bretella tra Angri e Sant’Antonio Abate
L'OPERA
18 marzo 2026
L'OPERA

Completato il restyling della rotatoria della bretella tra Angri e Sant’Antonio Abate

Un’area di confine che rischiava di restare nell’ombra diventa oggi simbolo di collaborazione e visione condivisa. È la rotatoria tra via Paludicella e le bretelle M2-M3, uno spazio di circa 1590 metri quadrati in comproprietà tra i Comuni di Sant’Antonio Abate e Angri. Proprio la sua natura “condivisa” ne aveva finora rallentato la valorizzazione, lasciandola priva della cura che uno snodo così strategico merita.
Marco Cirillo

Un’area di confine che rischiava di restare nell’ombra diventa oggi simbolo di collaborazione e visione condivisa. È la rotatoria tra via Paludicella e le bretelle M2-M3, uno spazio di circa 1590 metri quadrati in comproprietà tra i Comuni di Sant’Antonio Abate e Angri.

 

Proprio la sua natura “condivisa” ne aveva finora rallentato la valorizzazione, lasciandola priva della cura che uno snodo così strategico merita. Per superare questa situazione, le due amministrazioni hanno scelto la strada della sinergia, siglando un accordo di convenzione che ha permesso di avviare un avviso pubblico per l’affidamento della gestione dell’area.

 

Un passaggio decisivo che ha aperto le porte al coinvolgimento diretto del tessuto imprenditoriale locale. A raccogliere la sfida è stata la società FLC Company, attraverso il brand Luhma, che si occuperà della riqualificazione e manutenzione della rotatoria. Il progetto prevede la realizzazione di un giardino a basso consumo idrico, capace di ridurre fino al 70% l’utilizzo di acqua, un nuovo impianto di illuminazione a LED per migliorare sicurezza e visibilità nelle ore serali, e un servizio costante di manutenzione, dalla pulizia allo sfalcio, senza alcun costo per la collettività.

 

«Questo intervento dimostra che la collaborazione tra enti e il coinvolgimento delle realtà locali possono generare risultati concreti e duraturi», ha dichiarato la sindaca di Sant’Antonio Abate. «Restituiamo decoro e sicurezza a un’area strategica, trasformandola in un esempio di sostenibilità e cura del territorio» Un progetto che rappresenta un modello virtuoso di cooperazione istituzionale e partecipazione, capace di trasformare uno spazio trascurato in un nuovo punto di riferimento per l’intero comprensorio.