Barista 17enne drogata e stuprata a Gragnano: un altro processo all’operaio
Barista 17enne drogata e poi stuprata nel parcheggio della ferrovia di Gragnano, un altro processo all’operaio stabiese 47enne accusato di violenza sessuale. L’uomo, attraverso i suoi legali, ha impugnato la sentenza di primo grado che gli è costata una condanna a 6 anni e 4 mesi di carcere con il procedimento d’Appello che verrà fissato nei prossimi mesi. Il 47ennne fu arrestato nell’ottobre del 2024 a seguito di un’inchiesta lampo dei carabinieri di Gragnano coordinati dal comandante Alfredo Maggiore.
L’uomo secondo l’accusa prima avrebbe fatto fumare marijuana alla ragazza, e poi l’avrebbe violentata nel parcheggio dell’ex scalo ferroviario. Il ricorso sulla riforma della sentenza di primo grado ruota attorno ad alcune discrasie nel racconto della ragazza fatto in sede di indagini. In particolare in relazione all’automobile nella quale si sarebbe consumata la violenza.
La vittima avrebbe riferito che i finestrini sarebbero stati bloccati mentre invece erano provvisti di una manovella. L’intera ricostruzione della vicenda è contenuta tra le pagine dell’ordinanza di custodia cautelare. Dalle indagini, svolte dai carabinieri della stazione di Gragnano, e coordinate dalla procura di Torre Annunziato, è emerso che l’uomo avrebbe carpito la fiducia della vittima, frequentando assiduamente il locale dove la giovane lavorava, anche offrendole sostanze stupefacenti di tipo marijuana. Successivamente I’uomo avrebbe contattato ripetutamente la giovane con messaggi a chiaro sfondo sessuale, chiedendole insistentemente un appuntamento.
Nella serata del 18 settembre 2024, a bordo della propria autovettura, I’imputato avrebbe intercettato la vittima e, dopo averla convinta ad appartarsi in un luogo isolato, quale il parcheggio dell’ex stazione ferroviaria di Gragnano, per fumare uno spinello, l’avrebbe violentata all’interno dell’autovettura, sfruttando lo stato di alterazione della ragazza, dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto appreso nelle fasi di indagini, la ragazza era inizialmente contraria a sporgere querela, ma il giorno successivo alla violenza subita si era confidata con il fratello. Quest’ultimo, dopo aver organizzato un finto incontro con l’indagato, per chiedergli conto della violenza commessa il giorno prima ai danni della sorella, lo aveva invece aggredito.
Proprio questo episodio aveva permesso ai carabinieri di intervenire, consentendo loro di avviare le investigazioni e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’imputato, quale autore della violenza sessuale ai danni della ragazza. Le indagini sono state espletate attraverso l’analisi dei fotogrammi degli impianti di videosorveglianza attivi sul luogo del delitto, che hanno permesso innanzitutto di individuare la targa del veicolo dell’autore della violenza. Nel corso delle indagini, poi, gli uomini dell’Arma hanno anche ascoltato diverse persone in qualità di testimoni, e, soprattutto hanno potuto contare sull’individuazione fotografica dell’imputato da parte della vittima, che ha riconosciuto il proprio aggressore.

