Blitz sul Sarno, opificio sequestrato a Torre Annunziata: impianto senza autorizzazioni
Sequestrato un opificio industriale a Torre Annunziata nell’ambito della stretta sui reati ambientali nel bacino del Sarno: sotto chiave stabilimento, capannone e linea produttiva riconducibili alla Lubox Imballaggi s.r.l.
L’operazione, condotta il 17 marzo dalla squadra USES della Polizia Metropolitana di Napoli su impulso della Procura oplontina, accende i riflettori su un’attività ritenuta priva delle necessarie autorizzazioni ambientali. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’azienda operava nel settore della lavorazione di carta e cartone senza la prescritta AUA, l’autorizzazione unica ambientale, richiesta ma mai ottenuta a causa dell’assenza di un sistema adeguato per la gestione delle acque di prima pioggia. Un elemento ritenuto determinante dagli inquirenti, che ha fatto scattare il sequestro d’iniziativa per violazioni agli articoli 269 e 279 del Testo unico ambientale, relativi alle emissioni in atmosfera.
Il provvedimento ha riguardato non solo il sito produttivo, ma anche un capannone di circa duemila metri quadrati e un’intera linea industriale composta da macchinari per la lavorazione, il taglio e l’assemblaggio degli imballaggi. L’obiettivo è stato chiaro fin da subito: fermare l’attività e impedire che le conseguenze potessero aggravarsi ulteriormente. L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di controlli e indagini sul territorio, con particolare attenzione alle possibili fonti di inquinamento del Sarno, uno dei corsi d’acqua più compromessi d’Europa. Un’azione che trova forza nel protocollo siglato a dicembre 2025 tra le Procure campane, le Procure generali, l’Arpac e le forze di polizia giudiziaria, volto a coordinare e rafforzare la risposta contro i reati ambientali. Il sequestro eseguito a Torre Annunziata rappresenta così un nuovo passaggio nella strategia di contrasto: interventi mirati, tempi rapidi e controlli serrati sui siti produttivi non in regola.
Nel comunicato firmato dal procuratore Nunzio Fragliasso emerge una linea netta: colpire le irregolarità, bloccare le attività sospette e presidiare un territorio che da anni paga il prezzo di un’emergenza ambientale ancora aperta. Un segnale forte che punta a ristabilire legalità e tutela in un’area troppo a lungo esposta a pressioni e criticità.

