Bolletta idrica, Campania tra le più economiche ma cresce il divario: Napoli virtuosa, Salerno tra le più care
RINCARI ACQUA
19 marzo 2026
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Bolletta idrica, Campania tra le più economiche ma cresce il divario: Napoli virtuosa, Salerno tra le più care

Nel 2025 le famiglie campane spendono in media 328 euro l’anno (+1,8%), ben sotto la media nazionale. Ma pesano le differenze tra territori e l’elevata dispersione idrica, che in regione supera il 53%
Angela Conte

La Campania si conferma tra le regioni meno care d’Italia per la bolletta idrica con una spesa per famiglia che si attesta a 328 euro nel 2025, a fronte di un consumo medio annuo di 182 metri cubi. Nonostante la positività della notizia, si registra comunque un lieve aumento dell’1,8% rispetto al 2024, a fronte di un incremento del quadro italiano più marcato di +5,4% in un anno.

 

Il quadro nazionale: forti differenze territoriali

Il contesto italiano mostra un incremento più marcato, con un +5,4% su base annua. Le differenze territoriali restano profonde. Il Molise si conferma la regione più economica con 274 euro medi annui, ma registra anche il rincaro più significativo (+17,5%). All’opposto, la Toscana mantiene il primato dei costi più elevati con una spesa media di 770 euro (+2,9%).

 

Capoluoghi

Guardando ai capoluoghi di provincia, il divario è ancora più evidente. Frosinone guida la classifica delle città più care con una spesa media di 973 euro l’anno, mentre Milano si conferma il capoluogo più economico con appena 203 euro.

 

Campania, il divario interno

In Campania, il dato medio nasconde forti squilibri interni. A Napoli la spesa annuale si ferma a 251 euro, tra le più basse d’Italia, mentre a Salerno si sale fino a 448 euro. Una forbice che riflette differenze nella gestione del servizio, nelle infrastrutture e nell’efficienza delle reti.

 

Il nodo dispersione idrica

Il vero problema resta la dispersione idrica. Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia si perde il 42,4% dell’acqua immessa nelle reti. In Campania la situazione è ancora più critica, con una media del 53,5%. I livelli più alti si registrano nelle province di Caserta (61,8%) e Salerno (61,4%), mentre Napoli si distingue per una dispersione più contenuta, pari al 33,7%.

 

Il rischio per le bollette future

Un dato che pesa non solo sull’efficienza del servizio, ma anche sulle prospettive future delle tariffe. Più acqua si disperde, maggiori sono i costi di gestione che rischiano di riflettersi direttamente sulle bollette dei cittadini.

Il quadro che emerge è dunque duplice: da un lato la Campania resta tra le regioni più accessibili per la spesa idrica, dall’altro sconta ritardi infrastrutturali che amplificano le disuguaglianze tra territori. Senza interventi strutturali sulle reti, il rischio è che anche le bollette “più leggere” inizino presto a salire.