Corrieri della droga, condannati in Sicilia 2 cugini di Scafati incensurati
STUPEFACENTI
19 marzo 2026
STUPEFACENTI

Corrieri della droga, condannati in Sicilia 2 cugini di Scafati incensurati

Arrestati a settembre scorso per traffico di droga a Palermo, incassano 3 anni e 8 mesi a testa con il rito abbreviato e lasciano il penitenziario siciliano per i domiciliari.
Mario Memoli

COCAINA IN AUTO, CUGINI INCENSURATI CONDANNATI E SCARCERATI

Scafati. Furono scoperti dai militari della Guardia di Finanza, baschi verdi, alle porte di Palermo con un carico di cocaina all’interno di un’auto presa a noleggio: tre anni e otto mesi a testa con il rito abbreviato e scarcerazione dopo circa sei mesi: sentenza di condanna per due giovani cugini incensurari di Scafati, rispettivamente di 19 e 20 anni, finiti in carcere a settembre dopo essere stati sorpresi con un ingente quantitativo di sostanza stupefacente proveniente dalla Campania e diretta nel capoluogo siciliano.

I due cugini, entrambi scafatesi, furono fermati alle porte di Palermo nel settembre dello scorso anno dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’operazione antidroga. Forse una soffiata arrivata ai militari risultò determinante ai fini del buon esito dell’operazione. L’auto su cui viaggiavano i due giovani, una Fiat 500 presa a noleggio da una società con sede nel Salernitano, era stata fermata per un controllo di routine lungo una delle principali arterie di collegamento verso il capoluogo siciliano. Durante la perquisizione, i militari delle Fiamme Gialle avevano scoperto un doppiofondo ricavato all’interno della portiera, dove erano nascosti pacchi contenenti complessivamente 18 chili di cocaina purissima. La droga avrebbe fruttato diverse centinaia di migliaia di euro sul mercato al dettaglio del capoluogo siciliano.

Oltre allo stupefacente, gli uomini della Guardia di Finanza avevano sequestrato quattro telefoni cellulari, che erano stati sottoposti ad analisi tecniche per ricostruire la rete di contatti e i possibili canali di approvvigionamento e destinazione della merce. Gli investigatori avevano ipotizzato che i giovani potessero essere stati utilizzati come “corrieri puliti”, scelti proprio perché privi di precedenti penali e quindi insospettabili. I due cugini, tuttavia, si sarebbero difesi affermando di essere all’oscuro di quel contenuto stipato in quei pacchi e che avrebbero fatto un favore solo a una terza persona di cui non sapevano le generalità. Ovviamente non sono stati creduti.

Il modus operandi riscontrato sarebbe coinciso con altri casi analoghi emersi negli ultimi anni, che avevano visto giovani residenti nella provincia di Salerno coinvolti nel trasporto di carichi di stupefacenti verso la Sicilia. Dopo l’arresto, i due cugini erano stati condotti in carcere su disposizione del gip di Palermo, che aveva convalidato il fermo. Successivamente il Tribunale del Riesame aveva rigettato la richiesta di una misura cautelare meno afflittiva come i domiciliari. Ora con la sentenza di condanna con il rito abbreviato hanno ottenuto anche gli arresti domiciliari richiesti da sei mesi.

Con loro fu coinvolto un terzo ragazzo, coetaneo e ritenuto dagli inquirenti la “staffetta” che avrebbe accompagnato e seguito il viaggio per garantire la riuscita del trasporto.