Napoli, solidarietà a Oppido: genitori dei bambini cardiopatici difendono il medico
In seguito alla vicenda avvenuta al Monaldi, la procura di Napoli ha aperto un’inchiesta sui fatti che hanno portato alla morte di Domenico. L’ipotesi principale al momento è omicidio colposo in concorso nei confronti di sette persone, tra cui il cardiochirurgo Guido Oppido. Quest’ultimo è stato anche accusato di falso in cartella clinica.
La stessa procura ha anche chiesto al giudice di sospendere Oppido dall’esercizio professionale per questo motivo.
Ma se da una parte i familiari di Domenico chiedono verità e giustizia per la morte del bambino, dall’altra ci sono stati sit‑in di solidarietà di alcuni genitori di bambini cardiopatici che sono stati operati in passato da Oppido.
Questi ultimi, rivolgendosi al legale della famiglia del piccolo Domenico, hanno espresso così il loro sostegno al cardiochirurgo: “Se ne faccia una ragione, per noi il professore Oppido, al quale manifesteremo sempre la nostra gratitudine, è un eccelso cardiochirurgo, e, soprattutto, è un professionista innocente fino a sentenza definitiva così come previsto e sancito dall’articolo 27 della Costituzione e a livello europeo dalla Cedu. Si concentri, piuttosto, a svolgere il suo incarico nelle sedi deputate ed opportune dove può impiegare tutte le prerogative, riconosciutegli dalla legge, per perorare il suo patrocinio”.
Le dichiarazioni sono proseguite: ”È bene specificare all’avvocato della Famiglia Caliendo che, in Italia, è ancora vigente l’articolo 21 della Costituzione dove è tutelato, quale principio fondamentale della nostra democrazia, per tutti, il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero con parole, scritti o altri mezzi, vietandone ogni tipo di censura”.
“Pertanto, il medesimo legale – si legge ancora nella nota – prenda atto della legittimità di opinioni che, irriverentemente, non si conformano alle sue ‘universali’ congetture. È del tutto velleitario, poi, richiedere un contraddittorio con un nostro rappresentante, contraddittorio ovviamente cercato e favorito dai mass media o sui social, per conferire credito alle sue dichiarazioni e finalizzato, invero, solo a riscuotere il prioritario consenso dall’opinione pubblica”.

