Precipita da tetto di un capannone, grave operaio a Sant’Antonio Abate
INCIDENTE SUL LAVORO
19 marzo 2026
INCIDENTE SUL LAVORO

Precipita da tetto di un capannone, grave operaio a Sant’Antonio Abate

Stava montando dei pannelli fotovoltaici su un capannone di un'azienda alimentare. Per cause ancora di accertamento un operaio di 30 anni è precipitato da un'altezza di circa 8 metri dopo aver sfondato un lucernaio.
Michele De Feo

Sant’Antonio Abate. Poteva essere l’ennesima morte bianca in un territorio già duramente provato dagli incidenti sul lavoro. Invece, nonostante la gravità dell’impatto, un giovane operaio di 30 anni è vivo, seppur ricoverato in condizioni serie, dopo un volo nel vuoto di circa otto metri.

L’incidente

L’incidente si è verificato nel primo pomeriggio di oggi a Sant’Antonio Abate, nel cuore del distretto industriale napoletano. La vittima, impegnata nelle operazioni di montaggio di alcuni pannelli fotovoltaici sulla copertura di un’azienda del settore alimentare, è stata tradita da un lucernaio. Per cause ancora in corso di accertamento, la superficie trasparente non ha retto il peso dell’uomo, mandandolo in frantumi e trasformandosi in una trappola improvvisa.La dinamica e i soccorsiSecondo le prime ricostruzioni, il trentenne stava manovrando sul tetto quando è avvenuto lo sfondamento.

I soccorsi

Un istante e poi lo schianto al suolo. I colleghi hanno immediatamente allertato il 118, che è intervenuto con rapidità. Dopo le prime cure sul posto, il giovane è stato trasferito d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli. Il bollettino medico parla di diversi traumi importanti e la prognosi resta riservata, ma fortunatamente i sanitari hanno escluso l’immediato pericolo di vita.

Il sequestro

Sul luogo dell’incidente sono giunti i Carabinieri della stazione locale, supportati dagli specialisti della Sezione Rilievi di Torre Annunziata. Insieme a loro, il personale dell’Asl, incaricato di verificare se nel cantiere fossero attive tutte le misure di sicurezza previste dalla legge per i lavori in quota.Al momento, i militari hanno posto sotto sequestro penale una porzione di circa 20 metri quadrati della copertura del capannone.

L’obiettivo degli inquirenti è duplice:

Verificare la tenuta dei materiali e l’adeguatezza delle passerelle di transito.

Accertare se l’operaio fosse dotato e regolarmente agganciato ai dispositivi di protezione individuale(imbracature e linee vita).

L’episodio solleva ancora una volta il tema della sicurezza nel settore della “green economy”: l’installazione di pannelli solari, attività in fortissima ascesa, richiede protocolli rigidi proprio per la natura fragile delle coperture industriali su cui spesso si opera.