Razzia di ricci sul lungomare di Salerno: fermati due bracconieri con 2.500 esemplari
IL BLITZ
19 marzo 2026
IL BLITZ

Razzia di ricci sul lungomare di Salerno: fermati due bracconieri con 2.500 esemplari

Razzia di ricci sul lungomare di Salerno: fermati due bracconieri con 2.500 esemplari. I ricci, ancora vivi, sono stati rigettati in mare
Marco Cesaro

Una vera e propria spedizione punitiva contro l’ecosistema marino della costa salernitana è stata sventata nelle prime ore di oggi. Un’operazione congiunta, condotta tra mare e terra dai militari del Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, ha portato al fermo di due pescatori di frodo sorpresi sul lungomare di Salerno con un carico illegale di proporzioni vastissime: circa 2.500 esemplari di ricci di mare della specie Paracentrotus lividus, pronti per essere immessi nei canali clandestini della ristorazione e del commercio al dettaglio.

 

L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione precisa giunta alla Sala Operativa del Comando Provinciale di Salerno. Il coordinamento immediato ha permesso di far scattare una manovra a tenaglia: da una parte una motovedetta della Sezione Operativa Navale ha presidiato lo specchio d’acqua interessato, dall’altra una pattuglia del Gruppo salernitano si è mossa via terra per intercettare i bracconieri al momento dello sbarco.

 

I due responsabili, fermati mentre cercavano di dileguarsi con il prezioso carico, non erano volti nuovi alle forze dell’ordine. Entrambi già noti per precedenti specifici nel settore del bracconaggio ittico, avevano organizzato il colpo con cura. Uno dei due, proveniente dalla Puglia, conferma l’esistenza di una direttrice del malaffare che vede pescatori di frodo in trasferta spostarsi lungo le coste tirreniche quando i fondali adriatici diventano troppo battuti o meno generosi. Secondo le stime degli inquirenti, la vendita degli esemplari sequestrati avrebbe fruttato un guadagno illecito di almeno 5mila euro, alimentando un mercato nero che, specialmente nel periodo primaverile e in prossimità delle festività, registra picchi di domanda altissimi.

 

Il valore del sequestro non è però solo economico, ma soprattutto ambientale. Il riccio di mare è un regolatore fondamentale degli ecosistemi costieri; la sua rimozione massiccia provoca squilibri catastrofici per la flora sottomarina, favorendo la proliferazione incontrollata di alghe infestanti. Fortunatamente, grazie alla tempestività del blitz, i 2.500 esemplari erano ancora in condizioni vitali. I finanzieri, una volta espletate le prime formalità, hanno provveduto a rigettarli immediatamente in mare, restituendoli al loro habitat naturale nella speranza che il ciclo biologico non sia stato irrimediabilmente compromesso.

 

Oltre ai ricci, i due uomini sono stati trovati in possesso di altro pescato vario. Per questi prodotti, il protocollo ha previsto un iter differente: dopo aver ricevuto il nulla osta del Servizio Veterinario che ne ha accertato la commestibilità e la salubrità, il pesce è stato devoluto in beneficenza a enti caritatevoli locali, trasformando così un atto di illegalità in un gesto di solidarietà per i più bisognosi.