Il sacrificio di Don Peppe Diana: Casal di Principe si stringe nel ricordo a 32 anni dall’omicidio
Casal di Principe non dimentica. A trentadue anni da quel tragico 19 marzo 1994, la città si è svegliata oggi unita nel ricordo di Don Giuseppe Diana, il parroco ucciso dalla camorra nella sua chiesa mentre si accingeva a celebrare la messa. Un anniversario che, come ogni anno, trasforma il dolore in una mobilitazione civile che coinvolge istituzioni, associazioni, scuole e semplici cittadini, tutti uniti dal desiderio di dimostrare che il sacrificio del sacerdote non è stato invano.
Le celebrazioni sono iniziate alle prime luci dell’alba, alle 7:30, proprio nella Chiesa di San Nicola di Bari. È qui che si tiene la funzione più simbolica: quella messa che Don Peppe non riuscì mai a officiare a causa della mano armata dei clan. La chiesa, affollata da laici e religiosi, è diventata ancora una volta il cuore pulsante di una memoria collettiva che rifiuta l’oblio.
Poco dopo, il corteo si è spostato presso il cimitero di via Cavour per un omaggio floreale sulla tomba del parroco e di tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata, un momento di silenzio e raccoglimento per onorare chi ha pagato con la vita la resistenza alle mafie.
La mattinata è proseguita all’insegna del confronto e del futuro presso “Casa Don Diana”, bene confiscato e sede del Comitato intitolato al sacerdote.
L’incontro, incentrato sui temi dell’economia sociale e del nuovo welfare, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, insieme a Stefano Consiglio (Fondazione CON IL SUD) e Paola Vacchina (Enaip). Un dialogo aperto soprattutto ai giovani, per ribadire che il riscatto del territorio passa attraverso il lavoro dignitoso e la solidarietà sociale.
A mezzogiorno, la memoria si è fatta digitale e corale con l’iniziativa “Restiamo connessi alla speranza”.
Il Comitato Don Peppe Diana, insieme ad Agesci, Masci e Libera, ha invitato la rete sociale a inondare i social network con foto e video, citando il celebre passaggio “Risaliamo sui tetti per riannunciare parole di vita” contenuto nel documento “Per amore del mio popolo”, il manifesto di resistenza civile firmato da Don Diana e dai sacerdoti della forania.
Il fitto programma si conclude nel pomeriggio, nuovamente nella Chiesa di San Nicola di Bari, con la premiazione della 21esima edizione del Premio Artistico Letterario. L’evento, guidato da Lina Ingannato, vede la partecipazione di studenti di ogni ordine e grado, chiamati a riflettere sul tema della pace. Al tavolo dei relatori, un parterre di alte autorità e testimoni: dal Procuratore Generale Aldo Policastro al vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo, fino ad Augusto Di Meo, testimone oculare dell’omicidio.
Presenti anche i familiari di Don Peppe, Marisa ed Emilio Diana, a testimonianza di un legame che il tempo non ha scalfito e di una speranza che, a Casal di Principe, continua a camminare sulle gambe di chi non ha mai smesso di lottare.

