Torre Annunziata, Emanuele Filiberto denuncia: «Non c’è dialogo con l’amministrazione, meritiamo rispetto»
Tensione e denuncia nel comunicato di Emanuele Filiberto: il patron del Savoia richiama lo Stato e chiede rispetto per Torre Annunziata, tra silenzi e interrogativi pesanti.
A tre anni dalla foto simbolo del 24 gennaio 2023 scattata all’interno del Comune di Torre Annunziata, Emanuele Filiberto di Savoia torna a riaccendere i riflettori sul rapporto tra istituzioni e territorio, tracciando una linea netta tra passato e presente: «C’era dialogo. C’erano risposte. C’era lo Stato», ricorda, evocando una fase in cui, pur tra difficoltà e ritardi, non veniva mai meno «il rispetto». Nel comunicato, il patron del Savoia sottolinea come quella stagione fosse caratterizzata dalla presenza concreta delle istituzioni, impegnate – insieme alla società – in un percorso di rilancio della città e del club: «Sedevano uomini mandati dallo Stato per liberare questa città da un sistema che l’ha soffocata per troppo tempo».
Un contesto che, secondo la ricostruzione, garantiva confronto e interlocuzione costante. Il quadro descritto, con l’amministrazione del sindaco Corrado Cuccurullo, oggi è invece radicalmente diverso. «È sparito il dialogo. Sono sparite le risposte. Sono sparite le porte aperte», afferma Emanuele Filiberto, parlando di un silenzio fatto di «telefonate senza risposta, PEC ignorate, richieste lasciate cadere nel vuoto», una situazione che viene indicata come uno degli ostacoli principali per il percorso del club.
Pur evitando accuse dirette, il comunicato elenca criticità e anomalie: «Promesse non mantenute. Procedure in ritardo. Bandi arrivati tardi e in forme discutibili», a cui si aggiungono episodi definiti coincidenze nei momenti chiave della stagione, tra blackout, problemi strutturali e provvedimenti improvvisi a ridosso delle gare decisive.
Al centro resta una domanda precisa, ripetuta più volte: «Perché prima si dialogava e oggi no? Perché le porte che erano aperte oggi sono chiuse?». Interrogativi che, si legge, nascono dalla mancanza di risposte ufficiali e da un cambio di atteggiamento percepito come netto.Un passaggio significativo riguarda anche il richiamo alla figura di Giancarlo Siani, nel quarantesimo anniversario della sua morte: «Noi siamo Giancarlo Siani», una dichiarazione che, secondo quanto riportato, sarebbe stata seguita da un’ulteriore chiusura nei rapporti istituzionali, elemento ritenuto tutt’altro che marginale nel contesto cittadino.
Per questo motivo, la proprietà del Savoia ha deciso di rivolgersi direttamente ai vertici dello Stato, dal Presidente del Consiglio ai ministeri competenti, fino al Prefetto e al Questore di Napoli, sottolineando come «ciò che sta accadendo non è solo sport. È una questione di legalità. È una questione di Stato». La conclusione del comunicato rilancia l’impegno su due fronti: «Noi non ci fermeremo», si legge, con la volontà di proseguire sia nella corsa sportiva sia nella battaglia istituzionale, «per i nostri tifosi, per la parte sana di Torre Annunziata, per il nostro Savoia», con un messaggio finale che suona come una dichiarazione d’intenti: «Fino alla fine. Avanti Torre Annunziata! Avanti Savoia!».

