Umberto Bossi e le radici del Carroccio: il ritratto intimo tra affetti e potere
IL SENATUR
19 marzo 2026
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Umberto Bossi e le radici del Carroccio: il ritratto intimo tra affetti e potere

Dalle letture giovanili a Cassano Magnago fino all'ascesa della Lega Nord: l'universo privato del Senatùr
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La storia di Umberto Bossi non è solo quella di un leader politico che ha scosso le fondamenta della Repubblica Italiana, ma è un racconto corale che affonda le proprie radici nel cortile di una cascina a Cassano Magnago.

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È lì che tutto ha inizio, tra i libri della biblioteca di nonna Celesta e gli insegnamenti di papà Ambrogio, un tessitore di Gallarate che sussurrava al figlio il malcontento degli imprenditori e dei lavoratori lombardi. Quelle parole, raccolte da un Bossi giovane e “scapestrato”, sarebbero diventate il carburante per la nascita della Lega Nord, trasformando un’insoddisfazione privata in una battaglia pubblica contro i “palazzi” di Roma.

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Accanto a lui, la figura centrale della madre Ida Valentina Mauri, una donna minuta ma d’acciaio, capace di difendere il primogenito anche durante le bufere giudiziarie più aspre. La biografia del Senatùr è un mosaico di contrasti: i tentativi di studi universitari in medicina a Pavia, i lavori umili in lavanderia, la passione per la musica e l’attivismo politico che lo portò a sfiorare persino il PCI, nonostante le successive smentite.

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Un percorso accidentato che lo vede, infine, approdare alla politica con una visione della famiglia granitica, intesa come ultimo baluardo contro la disgregazione della società. Tuttavia, il cerchio magico di Bossi è stato spesso attraversato da tensioni e ombre. Le liti con la sorella Angela, accusata di nepotismo, si contrappongono al legame stretto con il fratello Franco.

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Ma è nelle figure delle due mogli che si definisce l’equilibrio della sua vita privata. Prima Gigliola Guidali, da cui ebbe il figlio Riccardo, poi Manuela Marrone, la compagna della prima ora e co-fondatrice della Lega Lombarda. Manuela, cattolica e riservata, ha rappresentato il volto silenzioso del potere leghista, crescendo i figli Renzo, Roberto Libertà ed Eridano Sirio lontano dai salotti milanesi, seguendo il rigido precetto paterno di rifiutare l’aiuto domestico per educare i ragazzi all’autosufficienza.

 

Oggi, guardando a quel “cerchio magico”, si scorgono i segni di un’epoca che ha segnato la transizione verso la Seconda Repubblica. Tra i guai giudiziari che hanno coinvolto i figli e le leggende nate intorno al “Trota”, resta l’immagine di un uomo che ha costruito un impero politico partendo dal basso, restando però sempre indissolubilmente legato a quel nucleo familiare che, tra sguardi d’intesa e scontri fratricidi, è stato lo specchio e il motore della sua lunga avventura politica.