Camion benedetti sul sagrato a Sant’Agnello: Salvatore Langellotto rinviato a giudizio
L'INCHIESTA
20 marzo 2026
L'INCHIESTA

Camion benedetti sul sagrato a Sant’Agnello: Salvatore Langellotto rinviato a giudizio

Contestata l’occupazione abusiva dell’area della chiesa con cinque mezzi e traffico paralizzato. In un altro procedimento chiesti 5 anni per aggressione e atti persecutori
Marco Cirillo

Un intreccio di episodi che coinvolge occupazione abusiva, violenza e stalking. Parte da qui il procedimento che coinvolge Salvatore Langellotto, al centro di più contestazioni ricostruite dalla Procura di Torre Annunziata (procuratore capo Nunzio Fragliasso), che il 19 marzo ha disposto la citazione a giudizio dell’uomo, «attualmente detenuto per altra causa, in esecuzione di un ordine di carcerazione per una condanna definitiva», davanti al giudice monocratico del Tribunale di Torre Annunziata. I fatti risalgono al 30 dicembre 2023 e riguardano il reato relativo all’«arbitraria occupazione del sagrato della chiesa dei Santi Prisco ed Agnello».

I camion benedetti
Secondo la ricostruzione, «5 camion della società Napoli UNO allo stesso riconducibile» furono parcheggiati nell’area antistante la chiesa, «di proprietà comunale», normalmente chiusa da una catena con lucchetto. L’accesso sarebbe avvenuto «in assenza della prescritta autorizzazione comunale» e tramite manovre che «paralizzarono il traffico veicolare». I mezzi furono poi «benedetti dal parroco della chiesa» e l’episodio venne «pubblicizzato con un video pubblicato su varie piattaforme multimediali». La prima udienza del processo è fissata per il 15 settembre 2026.

Le altre accuse
Ma il quadro giudiziario è più ampio. Langellotto è infatti imputato anche per «minacce e lesioni aggravate» ai danni di Claudio d’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno, che sarebbe stato «aggredito e malmenato» riportando «la frattura chiusa di una costola e l’infrazione XI costa a sinistra, guaribili oltre i 40 giorni», in un contesto legato a «vecchi rancori» e alle denunce ambientali presentate dalla vittima. A ciò si aggiunge l’accusa di stalking nei confronti del giornalista Vincenzo Iurillo che, «tra il 9 aprile 2023 e il 26 gennaio 2024, sarebbe stato oggetto di reiterate minacce e molestie», tali da provocare «un perdurante e grave stato di ansia e di paura» e da costringerlo «ad alterare le proprie abitudini di vita», incidendo anche sull’attività professionale. Secondo la Procura, «la condotta di stalking» sarebbe direttamente collegata all’attività giornalistica di Iurillo, «agli articoli di stampa» sull’aggressione a d’Esposito e «all’inchiesta giornalistica» sui fatti del sagrato.

Le richieste del pm
Nel procedimento già in corso, il pubblico ministero ha chiesto «la condanna […] ad anni 5 di reclusione» per le contestazioni di lesioni personali gravi e stalking. La prossima udienza è fissata al 24 marzo 2026, data in cui è prevista la discussione della difesa dell’imputato.