Epatite A, gli infettivologi: “Focolaio sotto controllo”. Assomitili avverte: “Non comprate dagli abusivi”
ALLARME SANITARIO
20 marzo 2026
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Epatite A, gli infettivologi: “Focolaio sotto controllo”. Assomitili avverte: “Non comprate dagli abusivi”

Secondo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva all'Università degli Studi di Milano La Statale, “la situazione è sotto controllo ma guai ad abbassare la guardia”.
Vincenzo Esposito

Negli ultimi giorni nell’area di Napoli si è registrato un improvviso aumento di casi di epatite A. Secondo i dati più recenti il numero degli ammalati è salito a 133, cifra insolita per il periodo dell’anno. Il picco di casi di epatite A infatti si raggiunge dopo le festività natalizie a causa di un maggior consumo di frutti di mare crudi.Tuttavia, il quadro non sembra preoccupante: secondo Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva all’Università degli Studi di Milano La Statale, “la situazione è sotto controllo ma guai ad abbassare la guardia”.

Manfredi vieta i frutti di mare

Intanto il comune di Napoli ha vietato il consumo di frutti di mare crudi presso tutti gli esercizi pubblici e ha raccomandato alla popolazione di evitarli anche nelle proprie abilitazioni: “I molluschi crudi continuano a essere uno dei principali indiziati – sostiene Pregliasco -. Il messaggio è semplice: non serve allarmismo, serve responsabilità. Più controlli nella filiera, più attenzione da parte dei cittadini. Perché questi focolai non sono inevitabili: si possono prevenire”.

Focolaio locale, nessuna epidemia

La situazione resta circoscritta alla provincia di Napoli e non ci sono gli estremi per considerarla un’epidemia nazionale: “In tutta Italia nel 2024 ci sono stati circa 443 casi di epatite A in un anno, quindi 133 casi concentrati in una sola regione in poche settimane indicano un focolaio locale (outbreak), non un’epidemia nazionale”.

Maggior controllo nella filiera ma attenzione agli abusivi

Pregliasco continua con un appello a cittadini e produttori: “ll messaggio è semplice: non serve allarmismo, serve responsabilità. Più controlli nella filiera, più attenzione da parte dei cittadini”.  Non si è fatta attendere la risposta di attacca Giuseppe Ambrosio, presidente di Asso Mitili, che prova a spostare il focus non sulla produzione industriale ma sugli abusivi, dove i controlli sono inevitabilmente meno severi e stringenti: “Le nostre strutture di produzione sono costantemente controllate dalle Asl competenti e tutto il prodotto viene ‘cartellonato’: significa che tutta filiera è tracciata, dal luogo di coltivazione a quello di depurazione”. A giudizio di Ambrosio bisognerebbe puntare i fari sull’abusivismo di produzione e vendita “che secondo una nostra stima è del 25 per cento. Noi siamo controllati. Gli abusivi un giorno sono in luogo, quello successivo non ci sono più”. In quali condizioni operano gli abusivi? E innanzitutto il prodotto abusivo in quali condizioni viene allevato?