Pompei, via al nuovo Museo Archeologico Civico: aggiudicati i lavori a Palazzo de Fusco
Un museo che nasce dal sottosuolo e guarda al futuro della città. È da qui che prende forma uno dei tasselli più significativi del nuovo corso culturale e urbano: l’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione e l’ammodernamento del Museo Archeologico Civico segna infatti l’avvio concreto di un progetto destinato a ridefinire identità e attrattività della Pompei contemporanea. Il provvedimento sancisce l’esito di una procedura avviata nelle scorse settimane e conclusa secondo il criterio del prezzo più basso, con un ribasso che ha determinato un quadro economico ricalibrato ma coerente con gli obiettivi iniziali. Un passaggio tecnico, certo, ma dal forte valore simbolico: da qui si passa dalle carte ai cantieri, dalla programmazione alla trasformazione reale. Cuore dell’intervento sarà Palazzo de Fusco, storica sede del Municipio, che si prepara a vivere una nuova stagione. Gli spazi al piano terra saranno ripensati per accogliere il Mac, in un’operazione che unisce recupero, valorizzazione e innovazione. Non solo contenitore espositivo, ma luogo vivo, capace di dialogare con cittadini, studiosi e visitatori.
I reperti paleocristiani
Elemento centrale del percorso museale saranno i reperti della necropoli paleocristiana rinvenuta in via Fucci, emersa durante lavori per la realizzazione di un parcheggio. Una scoperta che ha restituito un frammento prezioso della storia più antica del territorio e che ora trova una collocazione definitiva, accessibile e narrata. Dalla casualità del ritrovamento alla sistematizzazione scientifica, fino alla fruizione pubblica: un ciclo virtuoso che trasforma un episodio in opportunità. Il nuovo museo si candida così a diventare punto di riferimento per la cosiddetta “Pompei nuova”, quella che vive oltre gli scavi archeologici e che da anni cerca un proprio spazio riconoscibile nel panorama culturale. Non in contrapposizione con il sito antico, ma in dialogo con esso, ampliando l’offerta e distribuendo i flussi. L’intervento, dal valore complessivo superiore ai trecentomila euro, è sostenuto da un mix di finanziamenti, tra risorse esterne e fondi comunali.
Cultura e rigenerazione urbana
Una sinergia che testimonia la volontà di investire in cultura come leva di sviluppo e rigenerazione urbana. Nei prossimi mesi si entrerà nella fase operativa, con lavori che interesseranno non solo l’adeguamento degli spazi ma anche l’allestimento e la definizione del percorso espositivo. L’obiettivo è chiaro: consegnare alla città un luogo capace di raccontare il passato con linguaggi contemporanei, rendendolo comprensibile e coinvolgente. In questo senso, il Mac non sarà soltanto un museo, ma un segnale. Di cambiamento, di visione, di una città che prova a rileggere se stessa partendo dalle proprie radici. Perché è proprio scavando nel passato che, a volte, si costruiscono le fondamenta più solide per il futuro.

