Referendum: «Il voto è un privilegio se sei fuorisede», la protesta degli studenti di Napoli
Gli studenti fuorisede continuano ad essere esonerati dal voto, le possibilità a loro disposizione sono scegliere di pagare prezzi esorbitanti per tornare a casa ed esercitare il proprio diritto oppure essere costretti a rinunciare a quest’ultimo.
È proprio questa la motivazione che ha spinto gli studenti del Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli a svolgere oggi una manifestazione della sede di Porta di Massa dell’Università Federico II. In vista del referendum del 22-23 marzo migliaia di studenti saranno costretti a rinunciare al proprio voto per l’ennesima volta. Come ricordano i manifestanti: «Il governo Meloni ha respinto qualsiasi proposta per introdurre la possibilità del voto fuorisede presso il luogo di studio in vista del referendum costringendo milioni di italiani a pagare cifre esorbitanti per tornare a casa o, come in molti casi, a rinunciare al proprio diritto al voto».
Non è l’unica condizione di svantaggio che gli studenti fuorisede cercano di portare all’attenzione del governo che infatti, non è riuscito a risolvere neanche il problema degli affitti troppo cari, del lavoro a nero e del costo dei trasporti. Quella della rinuncia al proprio voto, però, sembra essere per gli studenti una problematica primaria in un contesto in cui l’astensionismo è sempre più alto così come l’interesse dei giovani nel partecipare alla vita politica.
Gli studenti che hanno promosso la manifestazione in una delle sedi dell’Università Federico II di Napoli hanno allestito anche una cabina elettorale in simbolo di protesta contro un sistema che sta trasformando un diritto essenziale in un previlegio per pochi.

