Servizio Civile, a Gragnano un incontro dedicato ai giovani: «Un primo passo adulto per crescere in comunità»
Si è tenuto oggi, 20 marzo, presso il Liceo “Don Milani” di Gragnano, l’incontro dedicato al Servizio Civile Universale, promosso dal Comune in collaborazione con la Fondazione Amesci. Un momento di confronto diretto con i giovani, che ha visto la presenza del sindaco Nello D’Auria e dei rappresentanti di Amesci, pensato non solo per presentare i progetti disponibili, ma soprattutto per raccontare il valore profondo di questa esperienza.Fin dall’inizio, l’attenzione è stata rivolta ai ragazzi e al loro percorso di crescita.
Il Servizio Civile è stato descritto non come una semplice opportunità formativa, ma come un passaggio importante nella costruzione della propria identità. Un’esperienza che permette di uscire dalla dimensione scolastica e familiare per confrontarsi con la realtà, con le persone e con le responsabilità.
Il sindaco Nello D’Auria ha parlato ai giovani in modo diretto, sottolineando quanto questa esperienza possa incidere sul loro futuro: «Il Servizio Civile è una straordinaria opportunità per crescere, non solo dal punto di vista professionale ma umano. Entrate nella vita quotidiana del Comune, in un’organizzazione complessa, e questo vi aiuta a capire meglio anche voi stessi». Un percorso che, come ha evidenziato, cambia anche il modo di guardare gli altri: «Molto spesso, dopo mesi di servizio, i ragazzi maturano un giudizio diverso dell’utenza e delle problematiche.
È lì che avviene la vera crescita».Al centro anche il legame con il territorio, che attraverso queste esperienze si rafforza: «Una delle cose che mi soddisfa di più è vedere quanto i ragazzi amino il proprio territorio e quanta voglia abbiano di migliorarlo». Un segnale importante di una generazione che, se coinvolta, dimostra consapevolezza e senso di responsabilità.Sulla stessa linea l’intervento del presidente della Fondazione Amesci, Enrico Maria Borrelli, che ha voluto chiarire il significato più autentico del Servizio Civile: «Non è un lavoro, è un’esperienza importante. Serve a far emergere le vostre capacità in un contesto diverso da quello che conoscete, lontano dalla famiglia e dalla scuola». Un contesto nuovo che mette alla prova e allo stesso tempo fa crescere.Durante questo percorso, infatti, i giovani imparano ad adattarsi, a lavorare con gli altri, a gestire responsabilità.
«Sono competenze trasversali fondamentali – ha spiegato – che si acquisiscono solo vivendo esperienze reali». E ha sottolineato con forza un aspetto centrale: il Servizio Civile è soprattutto una scelta libera, personale, non imposta. Un’occasione in cui ciascun ragazzo decide in autonomia di mettersi in gioco, di dedicare tempo ed energie a qualcosa che ha valore per sé e per gli altri.Un messaggio importante emerso durante l’incontro è anche quello dell’inclusività.
Il Servizio Civile è aperto a tutti, senza distinzioni, ed è pensato proprio per offrire a ogni giovane la possibilità di trovare il proprio spazio.
Come è stato sottolineato durante l’incontro da Katia Tulipano: «C’è posto per tutti».Il Servizio Civile diventa così molto più di un’opportunità: è una prima vera scelta adulta, un momento in cui i ragazzi iniziano a orientarsi e a costruire il proprio percorso in modo consapevole. «Qualunque sia la motivazione che vi spinge – ha concluso – è legittima. Ma alla fine state contribuendo al bene della comunità, e questo lascia sempre qualcosa dentro».Dall’incontro è emerso con forza un messaggio: il Servizio Civile è un’esperienza che arricchisce, che cambia prospettiva e che aiuta i giovani a diventare più consapevoli. Non solo competenze, quindi, ma crescita emotiva, relazionale e personale. Un anno che rappresenta una scelta libera e significativa, capace di lasciare un segno concreto nel percorso di vita di ogni ragazzo.

