Il tempo non cancellerà il ricordo di Francesco Pio: l’impegno di Napoli contro l’assurdo
Ci sono ferite che il trascorrere dei giorni non può rimarginare, ma solo trasformare in un monito collettivo. A tre anni dalla morte di Francesco Pio Maimone, Napoli si è ritrovata ancora una volta a Mergellina, nello stesso luogo dove la sera del 20 marzo 2023 la vita di un ragazzo di diciotto anni venne spezzata da un colpo di pistola esploso per un motivo che sfida ogni logica umana: una scarpa sporcata per errore. Un gesto di una banalità atroce che ha trasformato una serata normale in una tragedia indelebile per l’intera città.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, partecipando alla manifestazione in ricordo del giovane, ha voluto sottolineare come in momenti simili ogni parola acquisisca un peso specifico enorme. Non si è trattato di una presenza formale, ma di una dichiarazione d’intenti: le istituzioni hanno il dovere morale di non lasciare sola la famiglia e di “fare collegialità” attorno a chi ha perso tutto.
Secondo il Prefetto, il dolore non deve restare un fatto privato, racchiuso tra le mura di una casa distrutta, ma deve essere condiviso dall’intera comunità per diventare un antidoto contro l’indifferenza.
Francesco Pio era un ragazzo che lavorava, che faceva il pizzaiolo con dedizione e che rappresentava quella parte di Napoli fatta di speranza e progetti per il futuro. La sua corsa è stata fermata bruscamente, privando i suoi genitori di quelle soddisfazioni che un figlio onesto avrebbe certamente regalato loro.
Proprio per questo, il Prefetto ha ribadito che il tempo non potrà mai cancellare quanto accaduto; al contrario, la memoria deve servire a ricordare a ognuno di noi che esiste un pezzo di responsabilità individuale da esercitare ogni giorno.
Il richiamo finale è stato rivolto al valore supremo della vita, un bene che troppo spesso viene trascurato o calpestato in contesti di violenza gratuita. Sebbene l’opera delle forze di polizia sia costante e fondamentale per presidiare il territorio, la vera sfida resta culturale.
Essere presenti oggi a Mergellina significa dire chiaramente che la morte di Francesco Pio non è stata vana se serve a risvegliare le coscienze, a pretendere sicurezza e a coltivare un senso del vivere civile dove un diverbio per una scarpa non si trasformi mai più in un funerale. Napoli non dimentica, perché dimenticare significherebbe accettare l’inaccettabile.

