Corruzione e immigrazione clandestina: terremoto all’Ispettorato del Lavoro di Napoli
L’INCHIESTA
21 marzo 2026
L’INCHIESTA

Corruzione e immigrazione clandestina: terremoto all’Ispettorato del Lavoro di Napoli

Beni di lusso e viaggi in cambio di visti facili: sospeso per dodici mesi il direttore dell'Ispettorato Territoriale
Marco Cirillo

Le maglie della giustizia si stringono attorno a quello che gli inquirenti definiscono un sistema criminale collaudato nel cuore delle istituzioni campane. Nella giornata di ieri, la Squadra Mobile di Napoli ha dato esecuzione a un’ordinanza di interdizione temporanea dai pubblici uffici, per la durata di un anno, nei confronti di una figura apicale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro per l’area metropolitana di Napoli e la provincia di Salerno.

 

L’alto dirigente è attualmente indagato per corruzione nell’esercizio della funzione e per il compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio, poiché secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe stato parte integrante di una rete dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Il meccanismo descritto dagli inquirenti era tanto semplice quanto lucroso.

 

La merce di scambio includeva regali preziosi, beni di lusso, viaggi pagati e altre utilità di varia natura, offerte in cambio della redazione e produzione di documentazione ufficiale necessaria per sbloccare o velocizzare le pratiche di ingresso in Italia di cittadini extracomunitari. L’operazione rappresenta il secondo atto di una vasta indagine che aveva già subito un’importante accelerazione lo scorso 9 marzo, quando le forze dell’ordine avevano eseguito numerose misure cautelari smantellando il nucleo operativo dell’organizzazione.

 

Ad oggi il bilancio dei provvedimenti restrittivi è particolarmente pesante, con quindici persone già detenute in carcere e tre poste ai domiciliari. La sospensione del direttore dell’Ispettorato aggrava ulteriormente il quadro del coinvolgimento istituzionale. Le attività tecniche e di osservazione condotte dagli agenti della Squadra Mobile avrebbero documentato con precisione la consegna delle utilità e il parallelo avanzamento delle pratiche amministrative agevolate.

 

L’inchiesta getta un’ombra inquietante sulla gestione dei flussi migratori e sul controllo dei visti lavorativi nel territorio partenopeo, rivelando come la corruzione potesse piegare la funzione pubblica a fini privati e illeciti. Le indagini proseguono ora per accertare se esistano ulteriori ramificazioni del gruppo o se altri uffici siano stati infiltrati.