Epatite A in Campania: la Regione potenzia la rete di prevenzione e vaccini
EMERGENZA
21 marzo 2026
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Epatite A in Campania: la Regione potenzia la rete di prevenzione e vaccini

Nuove contromisure per arginare l'incremento dei contagi: screening sulla filiera alimentare e profilassi gratuita estesa alle categorie fragili e ai bambini
Marco Cirillo

Di fronte a un incremento dei casi di epatite A, la Regione Campania ha attivato un piano straordinario di sanità pubblica che punta tutto sul rafforzamento della sorveglianza e sulla prevenzione vaccinale.

Attraverso il settore di prevenzione collettiva della Dg Salute, l’amministrazione regionale ha disposto un potenziamento delle leve di controllo, partendo dal monitoraggio epidemiologico fino alla gestione tempestiva dei contatti. La strategia si basa su un’analisi rigorosa che incrocia indagini di laboratorio e campionamenti ambientali, con un focus particolare sui molluschi bivalvi, storicamente tra i principali veicoli di trasmissione del virus HAV in determinate aree geografiche.

Il fulcro dell’intervento riguarda l’estensione dell’offerta vaccinale gratuita, finanziata direttamente con fondi regionali per permettere alle aziende sanitarie locali di intervenire con rapidità. La profilassi è ora garantita non solo a chi è entrato in contatto diretto con soggetti infetti, ma anche a diverse categorie ritenute a rischio: il personale sanitario e sociosanitario, gli operatori della filiera alimentare, i pazienti fragili e la popolazione pediatrica, la cui inclusione dipende dal rischio di esposizione specifico.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare uno scudo immunitario uniforme su tutto il territorio campano, proteggendo le fasce di popolazione più esposte e garantendo al contempo una risposta rigorosa lungo tutta la filiera produttiva.
Sul piano della sicurezza alimentare, le autorità sanitarie richiamano l’attenzione sulla corretta gestione dei cibi, poiché il virus si trasmette per via oro-fecale attraverso acqua o alimenti contaminati.

Un rischio elevato è rappresentato dal consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare particelle virali filtrando acque non sicure. La Regione avverte che la semplice apertura delle valve durante la cottura non è una garanzia di salubrità: il prodotto deve risultare ben cotto in modo uniforme. Attenzioni simili vanno riservate ai frutti di bosco, che se surgelati devono essere necessariamente bolliti a 100° C per almeno due minuti, evitando il loro utilizzo crudo per guarnire dolci o yogurt.

Oltre alle precauzioni alimentari, le buone norme di igiene quotidiana restano la prima linea di difesa. Lavare accuratamente le mani per almeno venti secondi, separare gli alimenti crudi dai cotti e sanificare costantemente le superfici di lavoro sono gesti essenziali per limitare la circolazione del virus, che può manifestarsi con febbre, nausea, urine scure e ittero.

Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione porti a una guarigione completa, il decorso può risultare critico per gli anziani o per chi soffre di patologie epatiche pregresse. Per questo motivo, la Regione Campania continuerà a monitorare l’efficacia delle misure adottate, mantenendo alta la vigilanza e invitando i cittadini a consultare il medico ai primi sintomi sospetti.