Negli Scavi di Pompei rinasce la domus di Adone Ferito
Un affresco che torna a parlare, dopo anni di silenzio. È il cuore del restauro che ha interessato la Domus di Adone Ferito, una delle abitazioni più suggestive dell’antica Pompei, riportata a nuova vita grazie a un intervento complesso e accurato. I lavori hanno riguardato il recupero delle decorazioni pittoriche, dei pavimenti e di diverse strutture murarie, con l’obiettivo di restituire piena leggibilità agli ambienti della casa situata nella Regio VI, insula 7, civico 18.
La valorizzazione del sito
Un’operazione inserita in un più ampio programma di valorizzazione del sito, finalizzato a rendere il patrimonio archeologico sempre più accessibile e comprensibile. L’intervento si è reso necessario per contrastare i segni del tempo e le criticità legate ai precedenti restauri, effettuati già a partire dalla prima campagna di scavo tra il 1835 e il 1838. L’obiettivo, spiega il Parco archeologico di Pompei guidato da Gabriel Zuchtriegel, è stato quello di restituire agli ambienti «piena leggibilità» delle decorazioni, compromesse dal degrado naturale e dall’uso di materiali non sempre adeguati.
L’affresco
I lavori, eseguiti dall’impresa Lares Srl, si sono conclusi nel gennaio 2026. Tra i risultati più significativi spicca il recupero dell’affresco che raffigura Adone ferito, elemento iconico che dà il nome alla domus. Un’opera restituita nella sua complessità cromatica e narrativa, simbolo del valore storico e artistico del sito. Fondamentale anche la messa in sicurezza dell’opera: è stata restaurata la storica pensilina che protegge l’affresco dall’esposizione diretta ai raggi solari, contribuendo alla sua conservazione nel tempo. Un accorgimento tecnico che si inserisce in una strategia più ampia di tutela e manutenzione. Ora la Domus si prepara a restituire uno sguardo autentico sulla vita quotidiana dell’antica città vesuviana.

