Scafati. Stoccaggio irregolari di rifiuti, sequestrata un’area
Stoccaggio irregolare di rifiuti provenienti da una demolizione da parte di alcune ditte impegnate in un’area di via Sant’Antonio Abate a Scafati è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri del Noe: dmsi tratta di materiale proveniente dai lavori di rifacimento della rete fognaria regionale. Circa 1.500 metri cubi di materiali sono stati depositati senza alcuna autorizzazione comunale, in un’area di 7.500 metri quadrati che Palazzo Mayer non aveva mai concesso per questo tipo di utilizzo. Il sequestro arriva dopo controlli approfonditi che hanno confermato l’assenza di permessi e la gestione illecita dei rifiuti, trasformando un cantiere necessario per l’ammodernamento delle fognature in un caso ambientale e amministrativo.
L’episodio ha acceso i riflettori su una pratica irregolare che, oltre a violare le normative sullo smaltimento dei materiali da costruzione, poteva comportare rischi per la salute pubblica e l’ambiente urbano circostante. Per i residenti di via Sant’Antonio Abate i disagi erano già evidenti. I lavori, avviati dalla Regione Campania per migliorare la rete fognaria, avevano già creato problemi di traffico e accesso alle abitazioni. Ora, con il sequestro dell’area, i cittadini temono ulteriori rallentamenti, ma auspicano anche che la vicenda serva da monito per garantire maggiore trasparenza e sicurezza nei cantieri pubblici. L’azienda invece ha avviato l’iter per il dissequestro del cantiere. “Purtroppo è accaduto quello che era prevedibile – hanno commentato i consiglieri comunali di Scafati Rinascita Assunta Barone e Gennaro Avagnano -. Ci auguriamo ora che quanto prima si risolva questo increscioso avvenimento e che la ditta possa continuare i lavori in zona Cappella, che purtroppo stanno causando tanti disagi alla comunità di via Sant’Antonio Abate ma che era necessario fare». Il caso di via Sant’Antonio Abate evidenzia come anche cantieri pubblici, se gestiti senza le dovute autorizzazioni, possano diventare un problema di sicurezza e legalità”. Ora, l’attenzione si concentra sulla rimozione dei materiali stoccati illegalmente e sulla ripresa regolare dei lavori, con l’obiettivo di completare gli interventi senza ulteriori contraccolpi per la comunità.

