Castellammare. Sua figlia morì in gita, Paolo Bellini: «Gli stabiesi mi hanno salvato»
Di fronte all’abisso della perdita di una figlia, Paolo Bellini sceglie di dire “grazie” a chi ha provato ad alleviare il suo dolore e quello della sua famiglia. Un anno dopo la scomparsa della diciannovenne Aurora Bellini, durante una gita scolastica, il padre racconta l’incredibile catena di solidarietà che ha stretto la sua famiglia nel momento più buio, sottolineando il grande cuore di Castellammare e degli stabiesi.
La tragedia
Era la notte del 18 marzo 2025. Una data che per la famiglia Bellini, di Batignano (Grosseto), ha smesso di essere un giorno qualunque per diventare il confine tra il “prima” e il “mai più”. Aurora, solo 19 anni e una vita davanti, si trovava sul traghetto Napoli-Palermo per una gita scolastica quando un malore improvviso l’ha strappata all’affetto dei suoi cari.A un anno di distanza, il padre Paolo ha deciso di affidare ai social un messaggio di rara potenza emotiva. Non parla di rabbia, ma di amore. Non parla di solitudine, ma di una comunità, quella di Castellammare di Stabia, che è diventata “famiglia” nel mezzo della tempesta.
Il ricordo
Paolo ricorda con precisione chirurgica quegli istanti: «Alle 2,28 della notte ricevemmo la telefonata… Aurora aveva avuto un malore. Io e mia moglie ci siamo messi subito in viaggio, sconvolti, con le lacrime che mi confondevano la vista mentre guidavo». Poi, la comunicazione che nessun genitore dovrebbe mai ricevere: non più l’ospedale, ma la Capitaneria di Porto. «Il perché era quasi chiaro… Aurora non ce l’aveva fatta».Ma è qui che la cronaca di una tragedia si trasforma in una storia di umanità straordinaria. Arrivati a Castellammare, soli e lontani da casa, i coniugi Bellini non hanno trovato fredda burocrazia, ma un calore che ha dell’incredibile.«Siamo stati accolti in una maniera incredibile. Tutto il personale della Capitaneria si è messo a nostra disposizione, coccolandoci, facendoci sentire come a casa, in famiglia, come per proteggerci dal grave lutto che ci aveva colpito. Abbiamo sentito davvero tutto l’amore che queste magnifiche persone ci stavano mettendo sulla pelle».
Il sostegno
Il racconto di Paolo è un lungo elenco di gesti gratuiti e sguardi di conforto. C’è il signor Ciro, titolare del B&B, che li ha ospitati per una settimana rifiutando ogni pagamento; ci sono i ragazzi del bar e i cuochi della mensa che hanno offerto i pasti; c’è la sensibilità delle istituzioni e dei semplici cittadini.Paolo Bellini cita tutti, uno per uno, perché nessuno di quei gesti è stato dimenticato: il sindaco Luigi Vicinanza; il vice comandante della Capitaneria di Porto Raffaele, descritto come «un fratello»; e soprattutto il comandante Andrea Pellegrino «una persona splendida, di una sensibilità fuori della norma, un passo dietro a noi, ma sempre presente, tutt’ora si preoccupa di noi, ci telefona per sapere come stiamo».Nonostante il dolore lacerante per la perdita di Aurora, nel cuore di questo padre toscano è rimasto un posto speciale per la città stabiese. «Grazie a tutti gli stabiesi e grazie a questa splendida città che ci è rimasta nel cuore nonostante il nostro dolore», conclude Paolo.

