VIDEO | Disabilità e inclusione. L’indifferenza resta il grande ostacolo
I TALK DI METROPOLIS
22 marzo 2026
I TALK DI METROPOLIS

VIDEO | Disabilità e inclusione. L’indifferenza resta il grande ostacolo

Continuano gli approfondimenti settimanali con il programma Talk_Metropolis. In studio il Garante dei diritti per i disabili di Gragnano Marica Donnarumma e la campionessa paralimpica Angela Procida per parlare di disabilità ed inclusione.
Giovanna Salvati

La disabilità, in Italia, continua a essere raccontata come una questione di diritti acquisiti, di inclusione ormai raggiunta, di una società che “fa passi avanti”. Eppure, basta osservare la realtà quotidiana per capire che quei passi sono spesso lenti, incerti, e talvolta addirittura fermi. L’hinterland vesuviano, l’area stabiese-torrese sino alla Penisola sembra un territorio che spesso dimentica le esigenze, i diritti di chi ogni giorno è costretto a fare i conti con ostacoli. Prima di tutto quelli mentali. Le barriere che ostacolano infatti la vita delle persone con disabilità non sono solo quelle fisiche, fatte di gradini, marciapiedi troppo alti o ascensori inesistenti. Sono barriere culturali, istituzionali, sociali. E sono, purtroppo, ancora molto solide.

 

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Provare ad abbattere queste mura spesso è difficile ma non impossibile e lo sa l’avvocato Marica Donnarumma, Garante dei diritti dei disabili nel Comune di Gragnano ma anche chi ogni giorno vive la disabilità, ovvero la campionessa nuotatrice paralimpica Angela Procida, una stabiese doc che ha portato la sua storia sul podio di Parigi nel 2024. Entrambe sono state ospite nel Talk_ di Metropolis ed entrambe hanno provato a lanciare un messaggio alle istituzioni ma anche a chi vive un disagio e spesso non ha voce. Tra i tanti argomenti affrontati durante la trasmissione negli studi di Metropoli prima di tutto quello delle barriere architettoniche che rappresentano il primo ostacolo visibile. In molte città italiane, muoversi in autonomia è ancora un’impresa: rampe mancanti, mezzi pubblici non accessibili, edifici pubblici che ignorano le normative. Ogni ostacolo fisico diventa un messaggio implicito: “questo spazio non è pensato per te”.

 

È un’esclusione silenziosa, ma quotidiana, che limita non solo la mobilità, ma anche la dignità. «Purtroppo è così – ha spiegato Angela Procida -e quando accade purtroppo sei sola, lo vivo ogni giorno se ho del tempo libero ad esempio e voglio scendere in città per andare a fare shopping o una passeggiata». La normalità cancellata non dalla sua disabilità ma dall’indifferenza di chi non si mette mai nei panni degli altri. Ma questo accade anche a scuola, luogo che dovrebbe incarnare l’idea stessa di inclusione, la situazione non è molto diversa.

 

«L’assenza -ha spiegato l’avvocato Donnarumma- o la presenza insufficiente — di docenti di sostegno è un problema strutturale che si ripete ogni anno». Bambini e ragazzi con disabilità si ritrovano senza un supporto adeguato, costretti a seguire lezioni senza gli strumenti necessari, mentre le famiglie devono colmare lacune che non dovrebbero esistere. L’inclusione scolastica non può essere un optional, né un favore: è un diritto. E quando manca, il messaggio che passa è che quel diritto vale meno degli altri. Storie silenziose ma anche di chi si impegna: l’avvocato Donnarumma è infatti Garante dei diritti dei disabili a Gragnano ed impegnata nel cercare di raccogliere in primis tutte le istanze dei cittadini ma anche nel mettere in campo tante iniziative.
Ma c’è un’altra barriera, forse la più difficile da abbattere: l’indifferenza. Troppo spesso i cittadini si voltano dall’altra parte. Davanti a un autobus che non si abbassa, a un negozio inaccessibile, a una persona che chiede aiuto, prevale il silenzio. Non sempre per cattiveria, più spesso per abitudine, per imbarazzo, per quella convinzione diffusa che “non sia affar nostro”.

 

Eppure, l’inclusione è un affare di tutti. Non è un gesto. Essere sensibili di fronte a una persona con disabilità non significa provare pietà, ma riconoscere la sua piena dignità. La sensibilità è un gesto di attenzione che nasce dal rispetto: implica ascoltare, osservare, comprendere i bisogni dell’altro senza dare nulla per scontato. In una società che corre veloce, fermarsi un momento per accogliere le difficoltà altrui è un atto di civiltà.
La disabilità non definisce una persona, ma spesso è lo sguardo degli altri a creare barriere più alte di quelle fisiche. Essere sensibili vuol dire evitare giudizi affrettati, non ridurre qualcuno alla sua condizione, ma riconoscere talenti, desideri e potenzialità. Significa anche imparare a chiedere: “Come posso aiutarti?” invece di decidere al posto dell’altro. La vera inclusione nasce dal dialogo.

 

Ed è quello che sia l’avvocato Donnarumma che la campionessa Angela Procida hanno provato a trasmettere attraverso i nostri microfoni.
Creare un ponte: permettere di costruire relazioni autentiche, di creare ambienti più accoglienti, di trasformare la diversità in una risorsa. Ogni piccolo gesto – un’attenzione, un sorriso, un passo indietro per lasciare spazio – contribuisce a rendere il mondo più equo. Non è solo un dovere sociale, ma un modo per crescere come comunità e come esseri umani.