Incarichi universitari, la magistratura contabile chiede chiarimenti al professore Cosenza
IL CASO
22 marzo 2026
IL CASO

Incarichi universitari, la magistratura contabile chiede chiarimenti al professore Cosenza

centro del dibattito la natura di alcuni incarichi professionali svolti in passato. La difesa punta a dimostrare la correttezza dell’operato e la trasparenza dei flussi autorizzativi
Marco Cirillo

Il diritto alla presunzione di innocenza e la necessità di un accertamento tecnico rigoroso si pongono al centro della nuova fase procedurale che vede coinvolto il professor Edoardo Cosenza, stimato docente di Ingegneria presso l’Università “Federico II” di Napoli e attuale assessore comunale.

 

La Procura regionale della Corte dei Conti della Campania ha disposto la citazione in giudizio per il professore, ipotizzando un danno erariale di circa 1,3 milioni di euro legato a presunte incompatibilità tra l’attività di docente a tempo pieno e una serie di incarichi professionali esterni.

La distinzione tra ruoli politici e attività accademica
È fondamentale premettere, come d’altronde sottolineato dagli stessi inquirenti, che i fatti contestati afferiscono a un periodo temporale precedente all’attuale incarico di assessore alle Infrastrutture nella Giunta Manfredi. La vicenda riguarda esclusivamente la sfera della sua attività professionale e accademica passata, includendo consulenze e collaudi per opere di primaria importanza, come l’Ospedale del Mare, l’Auditorium di Ravello e interventi sulla rete autostradale (A1, A3 e A16).

 

Il nodo delle autorizzazioni: la parola alla difesa
Il cuore della disputa legale risiede nell’interpretazione del regime di “tempo pieno” e nelle procedure autorizzative interne all’Ateneo. Mentre il vice procuratore generale Davide Vitale solleva dubbi sulla completezza della documentazione prodotta all’epoca, definendo alcune istanze “inconferenti”, la sede processuale sarà l’occasione per la difesa di dimostrare come l’operato del professore sia stato sempre improntato alla buona fede e alla trasparenza amministrativa.

 

Gli incarichi finiti sotto la lente – consulenze tecniche di altissimo profilo scientifico per enti come l’Asl Napoli 1, i Comuni di Benevento e Ravello, e diverse concessionarie autostradali – rappresentano prestazioni d’opera intellettuale che spesso, nel mondo accademico, si muovono su un confine interpretativo sottile tra la libera professione e l’apporto scientifico d’eccellenza.

 

Un iter ancora tutto da scrivere
Il passaggio dalla fase istruttoria (“invito a dedurre”) alla citazione in giudizio non costituisce in alcun modo una sentenza di colpevolezza, bensì l’avvio di un contraddittorio necessario. Edoardo Cosenza, figura di spicco nel panorama ingegneristico nazionale e già assessore regionale nella giunta Caldoro, avrà ora la possibilità di chiarire la propria posizione dinanzi ai giudici contabili.

 

In un sistema di diritto garantista, è doveroso attendere che i magistrati valutino la congruità delle memorie difensive e la reale sussistenza dell’elemento soggettivo della colpa grave, ricordando che il contributo tecnico del professor Cosenza ha riguardato opere pubbliche strategiche per la sicurezza e lo sviluppo del territorio campano e nazionale.