Il sogno è realtà. Scafatese in serie C dopo 16 anni
SERIE D
22 Marzo 2026
SERIE D

Il sogno è realtà. Scafatese in serie C dopo 16 anni

La squadra canarina festeggia la matematica, la città esplode
Michele Imparato

Il cronometro segna il fischio finale, ma gli occhi non sono sul prato del “Vitiello“. Sono incollati agli smartphone, alle radioline, sintonizzati su un battito cardiaco collettivo che arriva da Trastevere. Poi, il boato. Un urlo liberatorio che squarcia il cielo di una primavera che a Scafati non è mai stata così dolce: la Scafatese torna in Lega Pro. Dopo sedici lunghi, infiniti anni di attesa, sofferenze e campi polverosi, il “Canarino” riprende il volo verso il calcio che conta.

Una corazzata da record

Non è stata solo una promozione, è stata una marcia trionfale. La squadra di mister Ferraro ha messo il sigillo definitivo su una stagione dominata dall’inizio alla fine, superando il Monastir con un netto 4-2 in una gara che è stata lo specchio dell’intera annata: grinta, qualità e un’anima d’acciaio.Il merito principale di questo capolavoro sportivo va al Presidente Felice Romano. È lui l’architetto di questa “corazzata” costruita non solo con ingenti investimenti, ma con una visione lucida e una passione travolgente. Romano ha restituito dignità e ambizione a una piazza che masticava amaro dal 2010, mettendo a disposizione di Ferraro un organico illegale per la categoria, capace di frantumare record su record e di guardare tutti dall’alto in basso con la fierezza di chi sa di essere il più forte.

L’apoteosi al “Vitiello”

Le immagini del post-gara resteranno scolpite nella storia del club. I calciatori, eroi in maglia gialloblù, stretti in un cerchio magico a centrocampo ad attendere il finale di Trastevere-Ischia. Quel pareggio, arrivato come un verdetto divino, ha dato il via alla festa.Dagli spalti, il “Vitiello” si è trasformato in una bolgia dantesca: fumogeni, bandiere al vento e lacrime di gioia. Una città intera si è riversata in campo per abbracciare i propri beniamini. È la fine di un esilio durato troppo a lungo; è il ritorno del calcio professionistico in una terra che vive di pane e pallone.

Una primavera di gloria

Mister Ferraro, condottiero silenzioso e implacabile, ha saputo gestire un gruppo di campioni trasformandoli in una macchina perfetta. Sotto la sua guida, la Scafatese ha mostrato un calcio propositivo, solido e cinico, capace di schiantare ogni resistenza e di gestire la pressione di una piazza esigente come quella di Scafati.Ora la città si tinge di giallo e di blu. Le strade sono un fiume di entusiasmo, i clacson risuonano in ogni angolo e il nome della Scafatese torna finalmente a circolare nei salotti del calcio nazionale. Non è solo un traguardo sportivo, è una rivincita sociale, il riscatto di una comunità che ha saputo aspettare, soffrire e che ora può finalmente gridare al mondo intero: SIAMO TORNATI!La Lega Pro riabbraccia una piazza storica. La Scafatese è tornata a casa. Che la festa abbia inizio, e che sia una festa lunga quanto questi sedici anni di attesa. Perché Scafati, oggi, è la capitale della gioia.