A Sorrento le proprietà comunali ad uso abitativo saranno destinati alle fasce fragili
IL PIANO PER IL PATRIMONIO
22 marzo 2026
IL PIANO PER IL PATRIMONIO

A Sorrento le proprietà comunali ad uso abitativo saranno destinati alle fasce fragili

Il nuovo piano punta su valorizzazione, trasparenza e inclusione
Marco Cirillo

Ci sono città che raccontano la propria storia nei monumenti. E altre che la riscrivono negli atti. A Sorrento il cambiamento prende forma dentro una delibera che mette al centro patrimonio, trasparenza e futuro. Il punto di partenza è chiaro: valorizzare e promuovere ciò che esiste, rendendolo leva di sviluppo e coesione. Non a caso tra gli indirizzi emerge la volontà di tutelare e rilanciare i beni culturali e archeologici, affiancata alla scelta di destinare immobili anche a finalità sociali, destinando le proprietà comunali ad uso abitativo alle fasce fragili della popolazione, mediante procedure di evidenza pubblica. Una visione che tiene insieme identità e inclusione. Il documento definisce il Piano come «atto fondamentale di programmazione patrimoniale e finanziaria dell’Ente», capace di incidere «direttamente sugli equilibri di bilancio». Ma soprattutto chiarisce che non si tratta di un semplice censimento: il Piano ha «una funzione non meramente ricognitiva, ma anche strategica e programmatoria».

Il Sedil Dominova
Dentro questa prospettiva si inserisce il ruolo degli immobili di pregio. Luoghi simbolo come il Sedil Dominova restano patrimonio vivo della comunità e potranno ospitare «iniziative di carattere culturale, sociale e promozionale della città, secondo criteri di rotazione, trasparenza e pubblicità». Un passaggio che restituisce il senso di una gestione aperta, dinamica, partecipata. Accanto alla dimensione culturale, si rafforza quella economica. L’amministrazione punta infatti alla valorizzazione degli immobili destinati ad attività commerciali, «nel rispetto dei contratti in essere e nella normativa vigente», cercando un equilibrio tra redditività e regole. Il cuore dell’atto, però, resta nella definizione di un principio: «la corretta gestione del patrimonio immobiliare comunale costituisce obiettivo di interesse pubblico primario». Un’affermazione che lega direttamente la qualità dell’amministrazione alla capacità di conoscere e utilizzare bene i propri beni.

Controlli e monitoraggio
Non a caso si sottolinea anche che «la corretta individuazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare costituisce elemento essenziale della sana gestione finanziaria dell’ente». Da qui discende una serie di indicazioni operative rivolte agli uffici: rafforzare strumenti, dati e controlli. Si chiede infatti di «provvedano alla ricognizione, al monitoraggio periodico, all’informatizzazione e all’aggiornamento delle informazioni relative ai beni immobili comunali», costruendo un sistema capace di garantire trasparenza e conoscenza diffusa. Il Piano rappresenta quindi un’occasione per collegare gestione patrimoniale, crescita urbana e coesione sociale, offrendo alla cittadinanza strumenti concreti per partecipare e comprendere le scelte strategiche dell’amministrazione.