Stretta anti-abusivismo a Pompei, task force in pieno centro
LEGALITÀ
22 marzo 2026
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Stretta anti-abusivismo a Pompei, task force in pieno centro

Ordinanze del Comune contro opere senza autorizzazione: dopo i chioschi, nel mirino nuove costruzioni irregolari
Vincenzo Lamberti

Una stretta che parte dai dettagli e arriva al cuore della città. È l’ultima ordinanza firmata dal Comune di Pompei a riaccendere i riflettori sull’abusivismo edilizio, in un’azione che si inserisce in un controllo più ampio e sistematico del territorio. Il provvedimento dispone il ripristino dello stato dei luoghi per opere ritenute abusive in un’area del centro cittadino, dopo gli accertamenti effettuati lo scorso marzo. Nel documento si legge che, a seguito di verifiche, sono emerse opere realizzate «in assenza della prescritta autorizzazione comunale» e, quindi, in violazione della normativa urbanistica ed edilizia. Le strutture, per dimensioni e caratteristiche, sono state qualificate come «interventi di nuova costruzione», soggetti a permesso di costruire ai sensi del Dpr 380/2001. Da qui l’ingiunzione a «demolire entro novanta giorni» e a procedere al «ripristino dello stato dei luoghi», con l’avvertimento che, in caso di inadempienza, scatterà l’intervento sostitutivo del Comune.

Sigilli ai chioschi
Non è un caso isolato. L’ordinanza si inserisce in una più ampia attività di contrasto all’abusivismo che sta interessando diverse aree del centro di Pompei. Negli ultimi giorni, infatti, sono stati colpiti anche altri episodi: cinque chioschi e gazebo, tra cui due in piazza Bartolo Longo, sono stati oggetto di ordinanze di ripristino dopo precedenti sequestri disposti dalla Procura. Analoghi provvedimenti hanno riguardato anche due chioschi e strutture in via Villa dei Misteri, dove sono state riscontrate irregolarità urbanistiche e autorizzative. Interventi che confermano una linea di rigore sempre più netta da parte dell’amministrazione comunale, impegnata nel riportare ordine e legalità negli spazi pubblici.

I sequestri del 2024
Il fenomeno non è nuovo. Già un anno e mezzo fa, un’operazione analoga aveva portato al sequestro di circa quaranta chioschi destinati alla vendita di souvenir, risultati privi delle necessarie autorizzazioni. Anche in quel caso, al termine delle verifiche, le strutture erano state progressivamente rimosse. La strategia attuale appare dunque come una prosecuzione di quel percorso. Le norme richiamate nei provvedimenti sono chiare: il Comune esercita la vigilanza sull’attività edilizia per «assicurarne la rispondenza alle norme di legge», intervenendo nei casi di opere prive di titolo o in difformità dagli strumenti urbanistici. In caso di inadempienza, scatta anche la possibile acquisizione del bene al patrimonio comunale e sanzioni amministrative rilevanti. Un segnale forte, che punta a ristabilire regole certe in un’area ad alta vocazione turistica e soggetta a forte pressione commerciale.