L’effetto guerra sul turismo, in Penisola Sorrentina visite in calo
Le tensioni internazionali iniziano a riflettersi concretamente sul turismo in Campania. A Napoli si registra già un calo delle prenotazioni pari a circa il 10%, mentre nella Penisola Sorrentina emergono le prime cancellazioni, soprattutto da parte dei turisti del Sud-Est asiatico.A incidere è in particolare il timore legato ai voli con scalo in Medio Oriente, soprattutto a Dubai. Molti gruppi organizzati, per evitare possibili rischi, hanno preferito annullare i viaggi programmati nelle prossime settimane.“Abbiamo ancora camere libere per Pasqua, ma è il periodo successivo a preoccuparci”, spiega l’albergatore sorrentino Mario Colonna.
“Maggio si salva grazie a due importanti congressi, ma i mesi estivi sono tutti da verificare, nella speranza che queste guerre finiscano presto”.Il quadro appare disomogeneo. Se da un lato il mercato americano regge — senza cancellazioni significative — dall’altro si registra una frenata nelle nuove prenotazioni, segno di un atteggiamento attendista da parte dei viaggiatori internazionali.Una situazione confermata anche da Veronica Scala dell’hotel Continental di Sorrento: “Al momento le cancellazioni sono minime, i nostri clienti stanno tenendo. Ma siamo preoccupati per i mesi a venire, non sappiamo come evolverà la situazione”.
Più netta la preoccupazione espressa da Francesco Monti, resident manager dell’hotel Mediterraneo di Sant’Agnello: “Sono a rischio tutti i turisti del Sud-Est asiatico che fanno scalo a Dubai. Se il conflitto dovesse proseguire, le ripercussioni saranno inevitabili”. Monti segnala anche un effetto collaterale sul lavoro: diversi giovani professionisti della Penisola, impiegati negli hotel di Dubai, sarebbero rientrati in Italia.Le conseguenze economiche iniziano già a farsi sentire. Amedeo Conte, responsabile Campania di Sistema Trasporti, stima un calo complessivo del 10% delle prenotazioni turistiche nella regione. “Se mercati come Giappone e Australia cancellano i viaggi verso Roma e la Penisola Sorrentina, avremo un abbassamento dei prezzi e un cambiamento della domanda turistica. Il danno economico sarà a cascata”.
In un territorio fortemente dipendente dal turismo internazionale, l’incertezza geopolitica rischia dunque di compromettere la stagione estiva. E mentre gli operatori sperano in una rapida distensione dei conflitti, la parola che accomuna l’intero comparto resta una sola: preoccupazione.

