Vince il “No” al referendum, i magistrati di Napoli: «Chi non salta Meloni è»
IL VOTO
23 Marzo 2026
IL VOTO

Vince il “No” al referendum, i magistrati di Napoli: «Chi non salta Meloni è»

I dati dello scrutinio del voto sul referendum per la giustizia
Andrea Ripa
15:13 | 03.23

Il primo instant poll

L’instant poll realizzato da YouTrend per Sky TG24 delinea uno scenario estremamente equilibrato sull’esito del referendum relativo alla riforma della Giustizia, con un lieve vantaggio per il fronte del No. Secondo le prime stime, il No si collocherebbe in una forbice compresa tra il 49,5% e il 53,5%, mentre il Sì inseguirebbe con percentuali tra il 46,5% e il 50,5%. Un margine ridotto, che conferma un Paese sostanzialmente diviso sul tema e rende difficile, almeno nelle prime fasi dello scrutinio, indicare un vincitore certo.

 

A rendere ancora più significativa la consultazione è il dato sull’affluenza, stimata tra il 56% e il 60%. Si tratta di una partecipazione rilevante per un referendum, segnale di un interesse diffuso dell’elettorato su una materia complessa ma centrale come quella della giustizia.L’ampiezza delle forchette, tipica degli instant poll, suggerisce comunque prudenza nell’interpretazione dei dati. Il risultato definitivo potrebbe infatti oscillare sensibilmente all’interno degli intervalli indicati, soprattutto alla luce del numero contenuto di voti che separa i due schieramenti.

 

Nel frattempo, i comitati per il Sì e per il No restano in attesa dei dati ufficiali, consapevoli che ogni punto percentuale potrà risultare decisivo. Il responso delle urne si preannuncia quindi incerto fino all’ultimo scrutinio, in un clima politico già segnato da forti contrapposizioni sul futuro della riforma.

 

15:28 | 03.23

Si dimette il presidente dell’Anm

Scossone ai vertici dell’Associazione Nazionale Magistrati: Cesare Parodi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente.La decisione, secondo quanto si apprende, sarebbe legata a “motivi personali”. Parodi ha comunicato la sua scelta pochi minuti prima delle 15 al Comitato direttivo centrale dell’associazione, sorprendendo molti osservatori e gli stessi componenti dell’organismo.Le dimissioni arrivano in un momento delicato per la magistratura italiana, con diversi fronti aperti nel dibattito sulla giustizia e sul ruolo delle toghe.

 

L’ANM, principale organismo rappresentativo dei magistrati, si trova ora a dover gestire una fase di transizione ai vertici, in attesa della nomina di una nuova guida.Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle ragioni che hanno portato Parodi a lasciare l’incarico, né sulle tempistiche per la sua sostituzione. Nelle prossime ore potrebbero emergere maggiori elementi utili a chiarire il contesto della decisione e i possibili sviluppi interni all’associazione.

15:58 | 03.23

 

In Campania dopo un quinto delle schede: no al 69%

Primi dati significativi dallo scrutinio del referendum sulla giustizia in Campania, dove il fronte del No appare nettamente in vantaggio. Quando sono state elaborate le schede di un quinto delle sezioni — 1.185 su 5.824 — il No si attesta al 69,09%, mentre il Sì si ferma al 30,91%.Un margine ampio, che nelle prime fasi dello spoglio sembra delineare un orientamento chiaro dell’elettorato campano. Un dato che, se confermato con l’avanzare dello scrutinio, segnerebbe una presa di posizione netta contro la riforma della giustizia sottoposta a referendum.

Va tuttavia ricordato che si tratta ancora di risultati parziali. Lo scrutinio è in corso e la distribuzione territoriale delle sezioni già analizzate potrebbe incidere sull’andamento complessivo. Non è raro, infatti, che nelle prime ore emergano squilibri destinati a riequilibrarsi con il progressivo arrivo dei dati da tutte le aree della regione.Nonostante ciò, il distacco tra le due opzioni appare, al momento, significativo. Un segnale politico che potrebbe riflettersi anche sul quadro nazionale, soprattutto se il trend dovesse essere confermato anche nelle altre regioni.Nelle prossime ore si attendono aggiornamenti più completi per comprendere se il vantaggio del No resterà così ampio o se il risultato tenderà a ridursi con il completamento dello scrutinio. In ogni caso, l’esito in Campania si candida già a essere uno dei dati più rilevanti della consultazione.

 

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16:31 | 03.23

Il “No” verso la vittoria 

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, a metà scrutinio, con 30.967 sezioni su 61.533 già conteggiate, il Referendum confermativo sulla riforma della giustizia registra un vantaggio per il No. Il 54,59% degli elettori finora ha scelto di respingere le modifiche, mentre il Sì si attesta al 45,41%.

Per gli esperti si tratta di una distanza incolmabile e che segna la vittoria del “No” al voto di questo ultimo fine settimana. I trend vanno in quella direzione, tanto che dalle opposizioni già si parla di sconfitta per la premier Meloni e per il governo di centrodestra che aveva puntato molto sulla riforma per la giustizia.

Al grido “Ha vinto il no. Meloni dimissioni!”, sono state annunciate manifestazioni in diverse città italiane nel pomeriggio. Le mobilitazioni sono state promosse da Potere al Popolo e dal Comitato No Sociale, che invitano i cittadini a partecipare ai presidi in piazza.A Roma l’appuntamento è fissato alle 18 in piazza Santi Apostoli, a Milano in Piazzale Loreto, a Napoli a Largo Berlinguer alla stessa ora, e a Torino in piazza Castello. Altri presidi sono previsti a Bologna, Cuneo, Padova, Pisa e Verona.

Gli organizzatori sottolineano che le manifestazioni vogliono rappresentare la voce dei cittadini contrari alla riforma e chiedere le dimissioni del governo guidato da Giorgia Meloni. L’attenzione resta alta in tutto il Paese, mentre si attendono i risultati definitivi dello scrutinio e la reazione delle forze politiche.Il clima politico si preannuncia quindi teso, con le piazze pronte a farsi sentire e i cittadini a monitorare l’esito finale del referendum, che potrebbe avere effetti significativi sul futuro della giustizia italiana.

“C’e’ una sconfitta evidente di Giorgia Meloni” e “la partita di oggi segna la fine del tocco magico. L’unica cosa che non si puo’ permettere e’ fare finta di nulla, altrimenti significa che e’ diventata una donna del palazzo”, ha detto il leader di Italia viva Matteo Renzi a Radio Leopolda.
“Abbiamo visto crescere un’onda, hai voglia a dire che il risultato non e’ politico. E’ un dato clamoroso. La prima cosa da dire, lo dico a Elly Schlein e Giuseppe Conte, quando governeremo l Costituzione non cercheremo di cambiarla ma di applicarla. La destra voleva stravolgere il sistema delle garanzie, gli e’ andata male. Da qui in avanti cambia la musica”, sono le parole di Nicola Fratoianni di Avs.

“Quando gli italiani si esprimono è sempre importante era un provvedimento che avevamo nel programma abbiamo chiesto agli italiani di esprimersi” e “avevamo il dovere di farlo” – spiega invece il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami –  “Noi avevamo detto fin dall’inizio che questo Referendum non incideva sulle sorti del governo, né in un senso né nell’altro. Lo abbiamo detto prima e lo diciamo adesso”. Secondo il capogruppo FdIalla Camera il voto degli italiani all’estero non dovrebbe incidere sull’esito finale. Per quanto riguarda l’impegno in prima persona di Giorgia Meloni ha osservato che “non ho memoria di una battaglia politica dalla quale si sia sottratta”. Colpa della vicenda Delmastro? “Complesso dire che è colpa di una vicenda, per quanto sia stata molto sottolineata dalla stampa”.

“Nessun processo agli alleati”. Così Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, negli uffici del suo partito a Montecitorio. E ha aggiunto: “Noi abbiamo la consapevolezza di aver fatto tutto quello che andava fatto ma non ci metteremo a fare ‘Tu non hai fatto questo o quello’… Quando il popolo ha parlato quello conta, poi serenamente rifletteremo su quanto è successo ma nessun processo o critiche agli amici della maggioranza, tanto meno rimproveri che non hanno nessun senso”.

 

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16:48 | 03.23

 

 

I cori da stadio dei magistrati napoletani

Una cinquantina di magistrati si sono radunati nella saletta dell’Associazione Nazionale Magistrati presso il tribunale di Napoli per celebrare la vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia, alla luce dei primi dati dello scrutinio. Tra cori, brindisi e bottiglie di champagne, l’atmosfera è quella di un festeggiamento collettivo, incentrato soprattutto sulla figura del procuratore generale presso la Corte d’Appello Aldo Policastro, tra i principali sostenitori del No. Al suo arrivo, Policastro è stato accolto al grido di “Aldo, Aldo” e si è subito unito ai festeggiamenti insieme a Ettore Ferrara, presidente del comitato napoletano per il No.

 

Nella saletta, un computer segue in tempo reale i dati dello scrutinio, mentre i magistrati cantano cori come “Bella ciao” e “Chi non salta Meloni è”, in segno di celebrazione per l’esito parziale ormai definito favorevole al No. Tra i protagonisti assenti, il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, impegnato nel suo ufficio, dove lavora regolarmente.Nel corso dei festeggiamenti non sono mancati riferimenti ironici anche verso i sostenitori del Sì: in particolare, una magistrata del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Annalisa Imparato, è stata citata nei cori con il grido “Chi non salta Imparato è”. L’evento sottolinea come, anche all’interno della magistratura, il referendum abbia rappresentato un momento di forte partecipazione e confronto. Tra cori e brindisi, la saletta dell’ANM a Napoli è diventata il simbolo di un’interpretazione politica della consultazione, con i magistrati protagonisti di un momento collettivo di celebrazione.