San Gennaro Vesuviano, il trionfo della cultura: le Chiavi della Città a Manfredi consacrano il Premio
Venerdì 20 marzo la Sala Consiliare di San Gennaro Vesuviano si è trasformata nell’epicentro della valorizzazione territoriale in occasione della quinta edizione del Premio Città di San Gennaro Vesuviano. La serata ha rappresentato un momento di altissimo profilo istituzionale, segnando un traguardo significativo per un progetto che oggi compie cinque anni.
Proprio dal palco, al termine della manifestazione, il sindaco dott. Antonio Russo ha voluto lanciare un messaggio carico di significato politico e civile, rivolgendosi idealmente alla futura guida cittadina dopo le elezioni che si terranno il prossimo maggio. Il primo cittadino ha espresso l’auspicio che questa iniziativa possa continuare a crescere nel tempo, sottolineando come San Gennaro Vesuviano meriti una risonanza che superi i confini locali per imporsi stabilmente a livello provinciale e regionale. Secondo Russo, il premio è un patrimonio della comunità che va preservato al di là di ogni cambio di amministrazione, poiché rappresenta il volto più bello e produttivo della città. Questo lustro di successi è il risultato della visione dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Russo, che ideò il premio come strumento di riscatto e orgoglio.

Accanto alla volontà politica, è stato fondamentale il lavoro della Commissione Cultura e dell’intera amministrazione comunale che hanno operato con dedizione per curare ogni dettaglio di una macchina organizzativa capace di garantire a ciascuno il giusto spazio e attenzione.
L’innovazione: le Chiavi della Città a Gaetano Manfredi
L’elemento di grande prestigio di questa quinta edizione è stato il conferimento delle Chiavi della Città a Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli e della Città Metropolitana. Si è trattato di un’assoluta novità, un’onorificenza istituita per celebrare una figura di riferimento culturale e civile per l’intero territorio. L’ingresso di Manfredi in aula, accompagnato dalle note di Napule è, ha segnato il picco istituzionale della serata. La consegna delle chiavi da parte del sindaco Russo è il simbolo di una fiducia profonda e di un’apertura reciproca tra San Gennaro Vesuviano e la metropoli partenopea. Manfredi, nel suo intervento, ha rimarcato l’importanza del legame territoriale.
Cittadinanza onoraria e storie di vita
Il valore morale della manifestazione è stato elevato dal conferimento della Cittadinanza Onoraria alla memoria del professor Michele D’Avino. Questo tributo celebra il legame indissolubile della comunità con un uomo che ha trasmesso i valori della cultura e dell’educazione. La targa commemorativa è stata ritirata dalla figlia Anna Teresa D’Avino e dal pronipote Gaetano. La serata ha poi dato spazio a percorsi di vita straordinari.

Il pubblico ha conosciuto la storia del magistrato Caterina Ambrosino e quella della giornalista e scrittrice Vincenza Emira Festa. Il racconto dell’eccellenza è proseguito con il magistrato Francesca Iervolino e con il tributo a Michele Nappi, ex calciatore professionista premiato dal commissario tecnico dell’Under 20 Carmine Nunziata.

Il valore del ricordo
Un capitolo a parte è stato dedicato ai Premi alla Memoria, momenti in cui la gratitudine collettiva si è fatta tangibile. Sono stati ricordati l’imprenditore Luigi Iervolino , il fisico Aniello Nappi , l’imprenditore Mario Felice Nusco e il dirigente scolastico Mario Sbarra. Ogni storia è stata accompagnata dalle note di Mario Maglione, che ha trasformato la Sala Consiliare in un teatro delle emozioni.

Una conclusione per il futuro
Mentre le note dell’Inno di Mameli risuonavano solenni in una Sala Consiliare gremita, si è percepito che il Premio Città di San Gennaro Vesuviano è ormai molto più di una cerimonia: è un rito di appartenenza. Le luci della quinta edizione si spengono lasciando dietro di sé una scia di orgoglio. Il seme piantato cinque anni fa dall’amministrazione Russo è diventato un albero dalle radici profonde. Se le amministrazioni passano, i valori e le storie di chi ha reso onore a questa terra restano scolpiti nella memoria collettiva, come una promessa di bellezza e riscatto che San Gennaro Vesuviano ha giurato di non dimenticare mai.

